Cgil e Fiom all’attacco: in arrivo due manifestazioni sul lavoro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:47

Camusso e Lndini

 

Sono almeno due gli appuntamenti che renderanno più caldo il clima dell’imminente autunno. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, e il leader della Fiom, Maurizio Landini, hanno infatti annunciato ieri due manifestazioni distinte (che tradiscono, secondo i malpensanti, i cattivi rapporti tra le due organizzazioni) sul tema centrale del lavoro.

“Sarà una mobilitazione per far conoscere cos’è il lavoro in Italia e quali sono le sue condizioni”, ha spiegato la Camusso, che ha lanciato una sfida al governo Renzi: Proporremo noi stessi una modifica dello Statuto dei Lavoratori – ha detto – perché diventi inclusivo di tutte le forme del lavoro”. “E’ necessario svoltare – ha aggiunto la sindacalista – bisogna smetterla con questa discussione tutta fatta sulla riduzione dei diritti“. E interpellata sulla “sensibilità” manifestata fin qui dal presidente del Consiglio nei confronti dei temi che stanno a cuore ai sindacati: Non mi pare che abbia passione per il lavoro“, ha affondato la Camusso.

La manifestazione della Cgil, che dovrebbe svolgersi entro la prima decade di ottobre, anticiperà quella annunciata da Maurizio Landini per il 25 ottobre a Roma. A cui, ha precisato il leader dei metalmeccanici, si aggiungerà un pacchetto di otto ore di sciopero ancora da definire. “L’idea – ha spiegato il numero uno della Fiom – è quella di proporre iniziative a sostegno di una serie di richieste che riguardano la politica industriale, gli investimenti, l’incentivazione dell’uso dei contratti di solidarietà e delle riduzioni d’orario, per impedire i licenziamenti e per riformare davvero il mercato del lavoro, in un’ottica – ha continuato Landini – che difenda il lavoro, combatta la precarietà e si ponga il problema di fare ripartire gli investimenti nel nostro Paese”. 

Una mobilitazione attraverso la quale il segretario della Fiom auspica di recapitare un messaggio chiaro non solo al governo, ma anche a una serie di interlocutori, come la Confindustria, le cui ricette economiche non risultano particolarmente apprezzate dalle tute blu. “Cancellare i diritti e i contratti nazionali non ci sembra la strada da percorrere e quindi noi proporremo un altro percorso”, ha spiegato Landini.

 

 

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