Lucchini: arriva l’offerta dell’indiana Jsw

Acciaieria Lucchini

 

A salvare l’acciaieria Lucchini di Piombino dal rischio chiusura che da mesi tiene col fiato sospeso i suoi dipendenti potrebbe essere l’azienda indiana Jsw Steel del magnate Sajjan Jindal. Stando a quanto comunicato dalla stessa Lucchini, infatti, è stata formalizzata ieri un‘offerta vincolante con cui la Jsw s’impegna a rilevare lo storico stabilimento e a ripristinarne l’attività.

Una prima offerta era in realtà stata presentata già a luglio, ma il commissario straordinario Piero Nardi (che sta seguendo la vertenza dell’acciaieria toscana) l’aveva respinta considerandola inaccettabile sia dal punto di vista economico che occupazionale (gli indiani avevano prospettato il mantenimento del lavoro solo per 700 dei 2.200 dipendenti coinvolti).

Da qui la presentazione di una seconda offerta (che ha fatto seguito all’incontro che Jindal ha avuto lo scorso 6 settembre con il premier Matteo Renzi e il governatore della Toscana, Enrico Rossi) i cui contenuti non sono ancora stati svelati. “Il commissario straordinario Piero Nardi – si legge nella nota diffusa ieri – con l’assistenza dei legali, del management aziendale e dei periti che assistono la procedura, avvierà quanto prima l’analisi dell’offerta ricevuta. I contenuti di questa verranno resi noti al Comitato di Sorveglianza e al ministero dello Sviluppo Economico, al termine del processo istruttorio, per quanto di loro competenza”.

La notizia ufficializzata ieri ha destato un cauto ottimismo tra i sindacati: “Adesso aspettiamo di essere convocati quanto prima per conoscere i contenuti dell’offerta di Jindal – ha dichiarato il segretario Uilm di Livorno, Vincenzo Renda – fermo restando che il giudizio finale lo potremo dare quando conosceremo quanto la stessa offerta vale in termini occupazionali, e sapendo che l’accordo finale – ha puntualizzato il sindacalista – deve prevedere che tutti i lavoratori abbiano una collocazione. Ognuno deve fare la propria parte, in primis il governo, per far sì che sia di nuovo prevista quanto prima la produzione dell’acciaio a Piombino”.