Unioncamere: un imprenditore su dieci è straniero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:42

Imprenditori stranieri

 

Cresce il numero degli imprenditori stranieri che guidano (con successo) le loro aziende in Italia. Dall’ultima indagine trimestrale condotta da Unioncamere e Infocamere, relativa al periodo compreso tra aprile e giugno del 2014, è infatti emerso che il saldo tra le iscrizioni (nel registro delle Camere di Commercio) delle imprese capitanate da immigrati e le loro cessazioni è tornato positivo, raggiungendo quota 7 mila unità.

Un risultato soddisfacente, centrato grazie alla robusta frenata delle chiusure (calate del 21,6% rispetto allo stesso periodo del 2013), che ha determinato una crescita significativa del numero degli imprenditori stranieri operanti in Italia. Che rappresentano, infatti, quasi il 10% del campione nazionale. In pratica un capo azienda su dieci è nato in un Paese diverso dal nostro.

Stando a quanto rilevato dall’indagine, a “spopolare” nel Bel Paese sono gli imprenditori marocchini, con più di 62.600 imprese individuali pari al 19,3% del campione analizzato. A seguire i cinesi, con oltre 46 mila aziende (14,2%); gli albanesi, con 30.564 aziende (9,4%) e i bengalesi, con poco più di 23 mila imprese presenti in Italia (7,1%). Il primato degli imprenditori marocchini è stato rilevato in ben 11 regioni su 20 (con punte indiscutibilmente alte in Calabria e in Valle d’Aosta), mentre nel Lazio particolarmente importante risulta essere la presenza di capi azienda provenienti dal Bangladesh. Ad andare forte in Toscana sono, invece, gli imprenditori cinesi, mentre i senegalesi hanno tradito la loro preferenza per la Sardegna.

Andando, infine, ad analizzare i settori in cui operano (con successo) gli imprenditori stranieri presenti nel nostro Paese, si scopre che i marocchini sono leader nel commercio (31,9% del campione totale) e nel trasporto (15,8%); i cinesi si sono specializzati nelle attività manifatturiere (57,9%), nell’alloggio e ristorazione (31,3%) e in altri servizi (27,1%), mentre gli albanesi si distinguono nel settore delle costruzioni (31,6%). E risultati più che soddisfacenti sono stati centrati anche dagli imprenditori bengalesi che dominano il comparto del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi alle imprese (24,1%) e quello dei servizi di informazione e comunicazione (16,6%).

 

 

 

 

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