Champions League, Roma-CSKA Mosca 5-1: show dei giallorossi con Gervinho sugli scudi

La Roma vince e convince al ritorno in Champions dopo quasi un lustro, se non si considera qualche piccola sbavatura sul finale che porta gli avversari a segnare e rendersi più volte pericolosi. Finisce 5 a 1 contro il CSKA Mosca, con un Gervinho show e un Totti in grande forma, che fanno ben sperare. Uniche note negative gli infortuni di Astori e Iturbe.

TOROSIDIS PREFERITO A COLE – Garcia schiera i suoi con il confermatissimo 4-3-3. Poche sorprese tra i giallorossi, unica novità Torosidis che sostituisce uno spento, almeno per quanto visto fino a qui, Cole. Nel tridente c’è spazio per Iturbe, all’esordio in Champions. Dall’altra parte Slutskiy sceglie un 4-4-1-1, camuffato da 4-3-3, con Musa a sinistra ed Eremenko a supporto di Doumbia.

Pronti via e Nainggolan si dimostra il giocatore più in forma dei suoi con un doppio cross, intercettato altrettante volte dalla difesa dei russi. Bastano, però, 5 minuti alla Roma per passare in vantaggio: Gervinho, fresco di rinnovo, serve l’esordiente Iturbe che con freddezza infila Akinfeev. La strada per i giallorossi si mette dunque in discesa come dimostra al 10’ il raddoppio: Iturbe “ricambia il favore” e serve Gervinho a centro area che, con una finta di corpo, mette fuori causa il difensore alle sue spalle e gonfia la rete.

Nonostante il doppio vantaggio il ritmo della partita non cala, la Roma spinge lasciando così molti spazi: ne approfitta così Doumbia, al rientro dopo l’infortunio (se si escludono i pochi minuti giocati in campionato nel weekend), che dopo una cavalcata, però, sbaglia malamente calciando il pallone addosso a De Sanctis.

ROMA SENZA PIETA’ – Per un portiere che para, ce n’è uno che commette errori imperdonabili: è il caso del portiere del CSKA, che conferma le brutte impressioni del Mondiale e sbaglia clamorosamente su un tiro-cross di Maicon, che si deposita in fondo al sacco per il 3 a 0. Succede di tutto nella prima mezz’ora e per la squadra della Capitale non sono solo gioie: Iturbe esce malconcio dal campo sostituito da Florenzi, per un fastidio all’inguine destro.

In chiusura di questa mezz’ora movimentata Gervinho chiude la partita definitivamente: sul filo del fuorigioco scatta, dribbla un difensore e segna sul secondo palo: è 4 a 0.Nell’ultimo quarto d’ora cala leggermente il ritmo, con la Roma che sembra quasi amministrare, con qualche affondo, come quello al 41’ di Pjanic che si vede negare il 5 a 0 da un’inaspettata parata di Akinfeev.

PASSA TUTTO DA TOTTI – Il secondo tempo inizia com’era iniziato il primo: la Roma attacca e fa male, il CSKA tenta di approfittare degli spazi che lasciano i giallorossi. Ne sono la prova l’autogoal di Ignashevich, che devia in rete un colpo di testa in tuffo di Florenzi che porta sul 5 a 0 la partita, o la seconda occasione fallita da Pjanic, che dieci minuti più tardi si vede negare ancora la gioia del goal da Akinfeev. Sorprende come, a cavallo tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, la maggior parte delle azioni offensive dei giallorossi passi dai piedi di Totti.

IL CSKA CHIUDE CON “ONORE” – Il CSKA prova così a farsi vedere dalle parti di De Sanctis: al 69’ Doumbia centra la traversa di testa, mentre pochi minuti più tardi Musa batte De Sanctis dopo una serie di rimpalli fortunosi. La Roma pare fin troppo rilassata, il risultato lo consente, ma rischia di venire infilata per una seconda volta all’86’, quando Milanov lascia partire una fucilata che sbatte sulla parte inferiore della traversa e poi sembra superare la linea di porta: non è dello stesso avviso la squadra degli arbitri, che lascia proseguire. La partita si spegne così con uno sterile controllo della Roma, che avvisa Bayern e Manchester City e si candida seriamente per vivere da protagonista il cosiddetto “girone di ferro”.