Morti sul lavoro: a rischiare di più sono gli agricoltori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:21

Morti sulo lavoro

 

Mentre il dibattito politico si consuma intorno all’eterna diatriba sull’articolo 18 (prefigurando scontri epici tra i partiti e i sindacati), ci sembra più utile e rispettoso rivolgere la nostra attenzione alla triste conta che l’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro ha reso nota ieri.

I numeri parlano di 489 decessi sui luoghi di lavoro dall’inizio del 2014, il 7,1% in più rispetto all’anno scorso. A questi andrebbero sommati coloro che l’Osservatorio definisce i “diversamente assicurati”, ovvero i lavoratori con assicurazioni diverse da quelle dell’Inail, che perdono la vita sulla strada o in itinere. Un calcolo approssimativo incoraggerebbe a credere che il numero complessivo delle vittime potrebbe raggiungere le mille unità, ma la mancanza di stime certe sulla seconda categoria di occupati (“i diversamente assicurati” appunto) e su coloro che sfuggono a qualsiasi tipo di catalogalizzazione (coloro che lavorano in nero, per esempio) non permette di essere più precisi.

Secondo i calcoli elaborati dall’Osservatorio, è la Lombardia a vantare il triste primato nazionale, con 52 decessi dall’inizio dell’anno, 8 dei quali avvenuti a Mantova e altri 8 a Pavia. A seguire il Veneto, con 46 morti, 12 dei quali a Verona; l’Emilia Romagna, con 43 morti di cui 8 a Ravenna; e il Piemonte, con 40 morti, 16 dei quali solo a Torino. Ma a far registrare numeri alti sono stati anche il Lazio, con 36 morti di cui 15 a Roma, e la Sicilia, anch’essa con 36 decessi di cui 11 avvenuti a Palermo. Dopo la Campania e la Puglia, con rispettivamente 31 e 30 vittime sul lavoro dall’inizio del 2014, tutte le altre regioni hanno fortunatamente fatto registrare cifre più contenute che vanno dai 22 morti rilevati in Abruzzo all’unica vittima certificata, invece, in Valle d’Aosta.

Lo studio realizzato dall’Osservatorio bolognese ha, inoltre, evidenziato come i lavoratori più a rischio siano quelli che operano nel settore dell’agricoltura, con il 42% dei decessi, causati in gran parte (nel 68% dei casi) dall’utilizzo del trattore. Percentuali alte anche per i lavoratori dell’edilizia (23,6%), per coloro che lavorano nelle industrie (9,2%) e per gli autotrasportatori (6,2%). Volendo tracciare, infine, una sorta di identikit, dall’indagine dell’Osservatorio è emerso che il 29% delle persone che quest’anno hanno perso la vita mentre lavoravano aveva  più di 60 anni e che l’11,25% proveniva da un Paese straniero.

 

 

 

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