Francesca De Andrè e la dura infanzia, tra abbandono e orfanotrofio

Francesca De AndrèOttenuta una discreta popolarità grazie alle doti di cantante (?) e alla relazione con l’ex Uomini e Donne Daniele Interrante, Francesca De Andrè (figlia di Cristiano e nipote di uno dei più grandi cantautori della storia d’Italia, Fabrizio) si è raccontata a ‘Domenica Live’, mostrando al pubblico aspetti intimi (e tendenzialmente drammatici) della propria vita.

La gran parte dell’intervista è dedicata ai ricordi d’infanzia. Una infanzia quantomeno difficile, a giudicare dalle parole della ragazza (che grazie a questa intervista ha ottenuto una popolarità web assolutamente importante, risultando tra i personaggi più ricercati d’inizio settimana): “I miei genitori si sono separati quando avevo tre anni, sono scappata di casa quando ne avevo quindici. Mia madre è spagnola, è venuta in Italia e si è ritrovata da sola con tre bambini, ho un fratello gemello e una sorella, senza nessuno che le potesse dare una mano”.

Con il passare degli anni, i rapporti tra Francesca De Andrè e la madre sono diventati ingestibili, costringendo il giudice minorile ad affidare la (allora) ragazzina al padre Cristiano: “La ringrazio perché mi ha fatto crescere con un’educazione rigida che mi ha aiutato ad essere la donna che sono, però non potevo più vivere con lei. Alla fine è intervenuto il giudice minorile e sono stata affidata a mio padre ma sono stata con lui solo quattro mesi ed è stato tragico perché mio padre non era abituato ad avere figli in casa ed era troppo libertino per gestirmi”.

E così, Francesca De André è finita in orfanotrofio: “Quindi sono finita a casa Nazareth, un orfanotrofio del comune di Milano”. Un ambiente, come immaginabile, difficile da vivere, tra assistente sociali di “una cattiveria tremenda” e compagne che “creavano un po’ di nonnismo”. Per di più, la De Andrè racconta: “Nessuno dei miei parenti è mai venuto a trovarmi. Nemmeno una chiamata per sapere come stessi”.

Con gli anni, Francesca si è riavvicinata al padre, ma certe ferite – come lei stessa ha sottolineato – non si potranno mai rimarginare.