Governo: in arrivo piano nazionale contro la povertà?

Poveri

 

Se ne è accorto anche il Governo: sempre più italiani versano in condizioni economiche compromesse e rischiano di infoltire la schiera degli indigenti che non  riescono a mantenersi da soli.

“Siamo di fronte a una situazione di peggioramento significativo – ha riconosciuto ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo in commissione Affari sociali alla Camera – Si sta registrando l’apertura della forbice tra diverse fasce della società e l’impoverimento di un’area sempre più larga di cittadini”. Un’allarmante tendenza all’indigenza causata, secondo il responsabile del Lavoro, dalla crisi e dalla recessione.

L’ammissione del ministro Poletti (che fa un po’ a pugni con gli annunci ottimistici che il premier Matteo Renzi va smerciando urbi et orbi) sembra prefigurare l’intenzione di correre tempestivamente ai ripari. Come? Con la messa a punto di un Piano nazionale contro la povertà che mira a riformulare l’idea di inclusione attiva e a puntare su una partecipazione responsabile. Cioé? Nessuna misura è stata, per il momento, stata definita, ma l’orientamento del Governo sembra essere quello di uscire dalla logica del mero assistenzialismo per puntare sulla collaborazione proficua di più soggetti. “La logica del bando mostra una sua plateale inefficacia – ha osservato Poletti – si perde tempo e si rischia di produrre più burocrazia di quella necessaria”. “Il Comune non deve fare le graduatorie – ha aggiunto il ministro – ma dovrebbe fare la regia: attivare la parrocchia, i servizi per l’impiego, l’Asl, tutti coloro che sono capaci di formare una rete effettiva in grado di intervenire sistematicamente” sulle situazioni territoriali più a rischio. Più facile a dirsi che a farsi.