Lavoratori Atac in rivolta: Più sicurezza e no all’abolizione dell’articolo 18

Protesta Atac

 

Non c’è pace per l’Atac, l’azienda di trasporti pubblici di Roma già nota alle cronache per le discusse assunzioni (in odor di politica) ai tempi dell’amministrazione Alemanno. Il servizio non certo eccellente fornito alla cittadinanza (pochi autobus, spesso in ritardo, e metropolitane fatiscenti) crea da sempre disagi all’utenza, ma nei giorni scorsi la situazione sembra essere precipitata.

Sabato scorso, infatti, un’autista (donna) di un autobus dell’Atac è stata aggredita e minacciata da un gruppo di stranieri in località Corcolle, indispettiti dal ritardo della vettura contro cui sono stati lanciati dei sassi. Risultato? Vetri rotti e tanta paura, ma l’autista ne è fortunatamente uscita incolume. Stessa sorte per un’altra collega al volante di un autobus contro il quale, sempre a Corcolle, nei giorni successivi, sono state scagliate delle pietre.

Da qui la preoccupazione dei dipendenti che hanno deciso di organizzarsi per denunciare il loro disagio al sindaco Marino. La mobilitazione si è svolta ieri al Campidoglio, ma non ha sortito gli effetti sperati perché i lavoratori in protesta non sono riusciti a ottenere un incontro con il primo cittadino. A sostenerli, più che i sindacati confederali (contro i quali i protestanti hanno polemizzato), il sindacato autonomo Cambia-Mente M410, la cui leader, Micaela Quintavalle, si è fatta portavoce delle istanze dei lavoratori.

“Solo quest’anno – ha detto – ci sono state 180 aggressioni, non possiamo andare avanti così. Vogliamo cabine blindate e più sicurezza. Non vogliamo essere lasciati soli. Se non ci ascolteranno, siamo pronti a bloccare la città”. “Siamo venuti sotto al Campidoglio – ha spiegato la sindacalista – per due motivi fondamentali: innanzitutto vogliamo più sicurezza sul lavoro, non è possibile essere aggrediti per svolgere il proprio compito. Chiediamo immediatamente delle vetture blindate, più personale viaggiante e più autobus. Vogliono far passare la falsità – ha proseguito Quintavalle – che se veniamo aggrediti è perché gli autisti non si fermano alle fermate o perché c’è un problema d’immigrazione, ma questa è assolutamente un’altra tematica, dal momento che siamo aggrediti tanto da persone straniere che da italiani”.

“Ma soprattutto – ha continuato la leader del sindacato autonomo – siamo qui per urlare che l’abolizione dell’articolo 18 è scandalosa. I politici ci vogliono convincere che abolirlo non comporterà nulla per i lavoratori meritevoli, ma in realtà vogliono solo creare degli schiavi: ‘Dopo sì, anche sì signore'”. Parole forti, che raccontano di un’esasperazione tra i dipendenti Atac che, stando a quanto annunciato ieri, sono pronti a mettere in atto nuove singolari forme di protesta. “Da lunedì si saranno forme di sciopero bianco – ha annunciato Micaela Quintavalle – Andremo a 10 all’ora, vediamo se ci sorpassano. Bloccheremo la città”.