Nokia: il licenziamento arriva tramite mail

Mail

 

Se è altamente improbabile che l’inizio di un rapporto di lavoro venga sancito da una mail (i curricula inviati da chi è alla ricerca di un’occupazione si risolvono, quasi sempre, in un clamoroso “buco nell’acqua”), è altrettanto improbabile – o almeno così dovrebbe essere – che anche la fine di un rapporto di lavoro venga certificato per posta elettronica. A vincere questo tabù è stata, però, la Nokia che, nei giorni scorsi, ha recapitato a 115 dipendenti una mail dal testo lapidario con la quale ha comunicato il loro licenziamento.

“Le comunichiamo la risoluzione del suo rapporto di lavoro con effetto dal 6 ottobre – si legge nella comunicazione – Il suo nominativo è stato individuato nel rispetto dell’attuale disciplina in tema di licenziamenti collettivi”. Quindi le fredde istruzioni: “Lunedì restituisca cellulare, pc e badge presso la reception”, ha mandato a dire la Nokia ai lavoratori appena “silurati”. I licenziamenti hanno coinvolto alcuni dipendenti degli stabilimenti di Roma e Napoli e, in maniera più massiccia, quelli dello stabilimento di Cassina de’ Pecchi (Milano), che questa mattina dovrebbero dare avvio a un presidio.

I tagli al personale sono giunti a conclusione di un braccio di ferro tra sindacati e azienda che non ha prodotto alcun accordo. Ma la reazione dei rappresentanti dei lavoratori non ha tardato ad arrivare: “La mobilitazione in programma – ha spiegato la Rsu in una nota diffusa ieri – ha come scopo il ritiro di tutte le lettere da parte dell’azienda che non ha avuto bisogno del Jobs Act o delle modifiche all’articolo 18 per licenziare 115 persone, dopo averne cancellate 2.500 in 7 anni”. Attraverso una procedura (quella della fredda mail che bypassa ogni forma di interazione umana) quanto meno discutibile.