Acque potabili siciliane: al via sciopero di due settimane?

Acqua

 

Il rischio per i cittadini dei 52 Comuni palermitani serviti dalla Aps (Acque potabili siciliane) è molto alto: se la vertenza in corso non giungerà a una conclusione positiva, potrebbero, infatti, rimanere senz’acqua per un lungo periodo di tempo.

A conclusione dell’incontro che si è svolto lo scorso 4 ottobre all’Ars (Assemblea regionale siciliana) – alla presenza, tra l’altro, dell’assessore regionale all’Energia, Salvatore Calleri – i 202 dipendenti della società che si occupa di distribuire l’acqua nella provincia di Palermo, sostenuti da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, Ugl Chimici e Cisal Energia, hanno annunciato uno sciopero che potrebbe protrarsi per oltre due settimane: dal 14 al 31 di ottobre. Con disagi fortissimi per la popolazione.

“La situazione economica e operativa in cui versa la gestione del servizio idrico integrato nella Provincia regionale di Palermo è sempre più grave – hanno scritto in una nota i sindacati – e non si intravedono soluzioni immediate né future per venire incontro ai problemi di carattere ambientale, sociale e occupazionale nei 52 Comuni interessati al servizio”.

A scongiurare il peggio potrebbe essere l’incontro fissato questa mattina alle ore 11 all’Ars, in cui sindacati, Regione, Provincia, Comune e Ato torneranno a parlarsi per individuare una soluzione condivisa.