Ast Terni: lavoratori in sciopero occupano stazione

Sciopero Lavoratori Ast

 

La trattativa tra azienda e sindacati naufragata nei giorni scorsi non poteva non avere conseguenze. La “linea dura” che l’azienda ha deciso di mantenere, nonostante i tentativi di mediazione del governo e delle istituzioni, hanno spinto gli oltre 500 lavoratori della Ast di Terni a organizzarsi in una mobilitazione di 24 ore iniziata ieri mattina.

I dipendenti, che rischiano concretamente di perdere il lavoro, hanno organizzato un sit-in davanti alla fabbrica (con annesso blocco stradale), hanno raggiunto la Prefettura di Terni per allestire un altro presidio e hanno poi deciso di incamminarsi verso la stazione dove hanno occupato i binari. Una giornata ad alta tensione, che ha provocato non pochi disagi ai passeggeri di 19 treni che, a causa della manifestazione in corso, hanno dovuto deviare il tragitto facendo registrare ingenti ritardi.

La vertenza in corso da mesi sembra destinata a concludersi nel modo più traumatico. Stando ai rumors raccolti, infatti, la Thyssenkrupp, socio unico dell’Ast, sarebbe in procinto di avviare la procedura di mobilità per i lavoratori e avrebbe già comunicato l’intenzione di ridurre del 20% i contratti stipulati con le ditte esterne.

A puntare l’indice contro i piani “draconiani” del gruppo è stata la Confartigianato Imprese di Terni: “Riteniamo di dover difendere il lavoro e nello specifico le 2500 imprese che rappresentiamo esprimendo totale disappunto  per la comunicazione relativa alla riduzione dei contratti con le ‘aziende terze’ – ha detto il presidente, Giuseppe Flamini – Richiesta, tra l’altro, giunta durante la fase della trattativa aperta tra le parti alla presenza del governo lo scorso 8 ottobre. Ridurre i contratti per le piccole imprese dell’indotto è una scelta distruttiva“. 

Di più: “Indirizzare le scelte ai tagli dei posti di lavoro o alla richiesta di sconti nei contratti con le imprese dell’indotto – ha rincarato Flamini all’indirizzo dell’azienda – è sintomo di due mancanze: quella di voler mettere il lavoro al centro dell’economia e quella di una visione del futuro per questa città”.