Meridiana: oltre 1.600 lavoratori a rischio licenziamento

Esuberi Meridiana

 

Continua la lotta dei lavoratori Meridiana che rischiano di perdere il loro posto. I conti in rosso della seconda compagnia aerea italiana prefigurano, infatti, tagli pesantissimi che potrebbero coinvolgere ben 1.634 dipendenti. I quali hanno deciso, da settimane, di mobilitarsi per tenere alta l’attenzione sulla loro situazione.

Nei giorni scorsi, gli “esuberi Meridiana” (come sta scritto sulle magliette rosse diventate simbolo della loro protesta) hanno partecipato alla campagna di donazione del sangue promossa dall’Avis davanti l’aeroporto di Olbia. “Stiamo ricevendo tanta solidarietà da parte dei nostri concittadini, dei sardi e dei passeggeri – ha spiegato il sindacalista Marco Bardini dell’Ali cassintegrati – per questo vogliamo dire il nostro grazie, donando il sangue, con un piccolo aiuto rivolto a chi ne ha bisogno”.

A raggiungerli ieri a Olbia è stato il deputato del M5S, Alessandro Di Battista, che ha voluto testimoniare la vicinanza del suo gruppo alla vertenza Meridiana. “Ditemi ciò che dobbiamo fare”, ha chiesto il pentastellato ai lavoratori, che hanno insistito con la richiesta (da recapitare all’azienda) di un piano industriale serio, che non marchi la differenza tra la compagnia che versa in cattive acque e la controllata Air Italy, più moderna e competitiva, su cui il gruppo starebbe invece puntando in maniera preferenziale.

Non solo: i dipendenti a rischio esubero invocano regole più stringenti per il mercato delle low cost perché, hanno spiegato, non è tollerabile che le altre compagnie straniere che operano nel nostro Paese continuino a pagare le tasse fuori dall’Italia. “Questa è concorrenza sleale“, ha chiosato Di Battista che, a proposito degli oltre 6 mila esuberi paventati dalla compagnia, ha detto: “Sarebbe il più grande licenziamento collettivo della storia della Sardegna”. 

Le speranze sono riposte ora sull‘incontro che si svolgerà il prossimo 14 ottobre a Roma, alla presenza dei ministri Giuliano Poletti (Lavoro) e Maurizio Lupi (Lupi). Potrebbe essere quella l’ultima data utile per scongiurare i licenziamenti, che potrebbero scattare già dal prossimo 21 ottobre.