Sindacati in visita a Mirafiori: tutti ottimisti tranne la Fiom

Stabilimento Mirafiori

 

Un lungo sopralluogo, durato oltre due ore, per verificare l’andamento dei lavori avviati nello stabilimento di Mirafiori a Torino. Ad effettuarlo ieri sono stati i rappresentanti dei sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazioni Quadri che, scortati dai capi della Fca (ex Fiat), hanno percorso in lungo e in largo i grandi capannoni in ristrutturazione.

Nonostante l’azienda non si sia sbilanciata in alcun modo sui possibili tempi di ripartenza, i sindacalisti hanno tratto dalla visita di ieri un’impressione sostanzialmente positiva che li ha spinti a credere che, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, le linee produttive potrebbero tornare a funzionare. Per fare cosa? Per dedicarsi alla fabbricazione del Suv Maserati, Levante“Abbiamo toccato con mano che Mirafiori si sta rimettendo in moto – hanno dichiarato – Abbiamo visto di persona che c’è la volontà di far tornare a nuova vita lo stabilimento”. 

In realtà i lavori sarebbero ancora in alto mare, a causa (anche) delle dimensioni imponenti dei capannoni, ma il sentore è che i sindacalisti si siano persuasi della possibilità di far tornare, entro tempi ragionevoli, i lavoratori in attività. Partendo – si vocifera – da un periodo di formazione “on the job” che dovrebbe svolgersi nello stabilimento Maserati di Grugliasco.

A minare tanto ottimismo è stato, però, Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino: “Non ci hanno minimamente considerato – ha tuonato il sindacalista – La scelta di non coinvolgerci è censurabile e conferma un atteggiamento che, nei nostri confronti, è improntato all’esclusione“. Di più: “Il fatto che a Mirafiori siano in corso dei lavori di ristrutturazione è noto da tempo – ha aggiunto Bellono – Sono due tornate di cassa integrazione che ci viene spiegato, ma mi sembra che siamo ancora nel campo degli interventi generali. Non so se l’azienda riuscirà a rispettare i tempi di avvio di produzione del Suv – ha concluso il segretario torinese della Fiom tradendo un certo scetticismo – e non conosciamo neanche il numero di operai che torneranno al lavoro”.