Aperta al pubblico la tomba etrusca usata dai Templari

20141010_80603_TDopo un lungo restauro e un lavoro di messa in sicurezza portati avanti dalla Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria Meridionale, la tomba etrusca sita nella necropoli di Tarquinia, datata VI secolo a.C. è stata aperta al pubblico. L’importanza di tale tomba si deve anche all’insieme di dipinti, graffiti medievali, simboli e croci incisi, legati ai culti e riti di iniziazione a sfondo sessuale dell’ordine dei Templari.

Tale tomba – scoperta nel 1959 – divenne nota un anno e mezzo fa quando Carlo Tedeschi, professore di Paleografia Latina presso l’Università di Chieti-Pescara, pubblicò il suo volume intitolato: ‘Graffiti templari. Strutture e simboli medievali in una tomba etrusca a Tarquinia’. In base ai suoi studi pare che in tale tomba etrusca nei primi del ‘200, i Cavalieri Templari, i cosiddetti “Fratres”, davano vita ai riti relativi alle iniziazioni all’ordine templare corredati da giuramenti e pratiche sessuali.

Il lungo restauro del monumento funerario, iniziato nel 2008, ha evidenziato numerosi ed inediti graffiti e simboli cruciformi che attestavano come la tomba fosse stata reimpiegata nel Medioevo dai Templari come luogo “sacro” o tempio per svolgere i loro riti di iniziazione che prevedevano anche atti di natura sessuale. La tomba è datata al 530-520 a.c e presenta delle affinità con la Grecia, ma ciò che colpisce è un’iscrizione latina legata a ‘Johannes Magister’ ritrovata al centro della camera funeraria principale, mentre tutte le altre incisioni poste sulle pareti laterali sono in volgare.

Le frasi incise sulla tomba sono una testimonianza delle pratiche e ai riti sessuali dei Templari che lì avevano luogo. Ivi si può leggere: “SI FOTEO QUESTA GROTA F. RAINERI RANIERUS OTEM”, che viene interpretata dal prof. Carlo Tedeschi come chiaro riferimento ad un certo Ranieri che svolse pratiche sessuali all’interno di quella “grotta”.