E-care: avviata mobilità per 489 lavoratori call center

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:36

Lavoratori E-care

 

Cesano Boscone è una piccola località brianzola (in provincia di Monza), nota alle cronache perché sede della struttura per anziani che l’ex premier Silvio Berlusconi raggiunge settimanalmente per svolgere l’attività di servizio sociale a cui i giudici l’hanno condannato, a conclusione del processo Mediaset. Ma ieri le telecamere dei media si sono accese sulle strade di Cesano Boscone per ben altro motivo, immortalando la preoccupazione dei 489 lavoratori della E-care – azienda di call center che ha, tra i suoi clienti, la Fastweb – per i quali è stata avviata la procedura di mobilità.

Una scelta obbligata, stando alla versione consegnata dai vertici dell’azienda, che si sono visti costretti a procedere, a causa del mancato rinnovo della commessa da parte della stessa Fastweb. Ma il colosso delle telecomunicazioni non ci sta ad accollarsi la responsabilità della messa in mobilità dei dipendenti E-care e precisa che, tra l’altro, quelli impegnati a fornire assistenza telefonica ai propri clienti erano solo 150.

Non solo: “Già nel 2012 – si legge in una nota diffusa ieri da Fastweb – era stato comunicato ai vertici di E-Care che il contratto di customer care inbound non sarebbe stato rinnovato alla scadenza di settembre 2013, a seguito della razionalizzazione delle commesse di customer care. Rispondendo alle richieste di E-Care – continua il comunicato – Fastweb aveva accetto di prolungare il contratto di un ulteriore anno, sino a settembre 2014, per favorire una adeguata programmazione delle attività, in vista della cessazione dell’accordo. Per le medesime ragioni – ha proseguito la Fastweb – era stata proposta un’ulteriore ed ultima proroga contrattuale al 31 marzo 2015. Offerta non accettata dalla società di customer care”. “Fastweb ha comunicato tutte le decisioni con trasparenza e anticipo – conclude la nota – e ha offerto numerose proroghe per una commessa cui erano dedicate meno di un terzo delle unità ora messe in mobilità”.

E mentre le aziende si rimpallano le responsabilità, l’ansia dei lavoratori cresce. Ieri hanno sfilato per le strade di Cesano Boscone, dopo aver proclamato uno sciopero di 8 ore, sostenuti da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom. Ma anche dal sindaco, Simone Negri, e da molti consiglieri comunali che hanno promesso di portare la vertenza (che coinvolge 489 dei 509 lavoratori della E-care) in tutti i tavoli istituzionali necessari. Partendo da quello che – si auspica – verrà presto convocato in Regione Lombardia. La versione dei lavoratori che rischiano il licenziamento diverge da quella consegnata dalla E-care. Pur ammettendo che il mancato rinnovo della commessa Fastweb abbia causato qualche problema, i dipendenti del call center hanno, però, spiegato che esistono molti altri clienti che si affidano alla E-care per svolgere attività di customer care. Per loro, insomma, la reale intenzione dell’azienda sarebbe quella di delocalizzare per abbattere i costi, trasferendo la sede in un territorio in cui i salari potrebbero essere ridimensionati in maniera significativa.