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Scuole a pezzi: tre crolli in aula da Nord a Sud

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Crolli in aula

 

La notizia risale a qualche giorno fa e non ha avuto fortuna nazionale perché – dispiace puntualizzarlo – non ha causato danni da “prima pagina”. Gli scorsi 13 e 14 ottobre, ben tre scuole italiane hanno subito dei crolli: l’istituto artistico Selvatico di Padova, il liceo scientifico Peano di Roma e il liceo classico Umberto I di Napoli.

Il crollo della scuola padovana – a venir giù è stata parte di un controsoffitto – è stato causato dalle violenti piogge che si sono abbattute nei giorni scorsi sul territorio e che avevano persuaso gli amministratori locali a lasciare gli studenti a casa. In piena attività si trovava, invece, il liceo di Roma dove, lo stesso 13 ottobre, è crollato un pannello dal soffitto che ha rischiato di travolgere un ragazzo. Quanto al liceo napoletano, anche qui a venir giù è stato un pezzo di controssofittatura che non ha, fortunatamente, colpito nessuna delle persone presenti in aula.

Ma la sequela serrata e ravvicinata degli eventi spinge a rimarcare (una volta in più) la necessità di provvedere alla manutenzione degli istituti scolastici italiani che, dal Nord al Sud, versano in condizioni a dir poco critiche. Specie in tempi come questi, in cui il governo Renzi promette riforme epocali sul sistema scolastico, che rischiano però di trascurare gli aspetti più “pragmatici”, come quello della sicurezza appunto.

A sollevare la questione è stata, tra gli altri, Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola Cittadinanzattiva“Chiediamo al ministero dell’Istruzione – ha detto – di rendere nota al più presto, entro e non oltre il 15 gennaio 2015, l’Anagrafe dell’edilizia scolastica per conoscere davvero le condizioni delle scuole italiane e intervenire in modo mirato e secondo le reali urgenze”. 

Di più: “Chiediamo al governo – ha aggiunto Adriana Bizzarri – di verificare se il Piano scuole non penalizzi troppo gli istituti superiori in relazione al fatto che rappresentino ‘solo’ un ottavo dell’intero patrimonio dell’edilizia scolastica; di stornare gli interventi della II annualità di #scuolebelle (circa 10 mila interventi previsti nel 2015, per un totale di 300 milioni di euro) su #scuolesicure privilegiando gli interventi manutentivi, come quelli riguardanti le controsoffittature, oltre che l’adeguamento sismico ed energetico, la rimozione dell’amianto e l’abbattimento delle barriere architettoniche. La bellezza e il decoro sono importanti – ha riconosciuto la responsabile Scuola di Cittadinanzattiva – ma la salvaguardia delle vite umane ancora di più”. 

 

 

 

 

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