Banca d’Italia: Pil ancora in caduta, ma bene rinvio pareggio di bilancio

Banca d'Italia

 

Le cose non vanno bene e a certificarlo è stato anche l’ultimo bollettino emesso dalla Banca d’Italia. Che ha, però, promosso la mossa governativa di rimandare al 2017 il pareggio di bilancio.

Secondo l’istituto di via Nazionale, nel terzo trimestre del 2014, il Pil ha subito un’ulteriore leggera flessione dovuta alla mancanza di investimenti e al calo delle esportazioni. In leggera ripresa sarebbero, invece, i consumi, ma la fiducia in crescita a fine primavera, si sarebbe arrestata nei mesi estivi. Da qui l’allarme di Bankitalia, che ha messo in guardia sul “rischio di un periodo prolungato di bassa inflazione che potrebbe sfociare in deflazione.

Nessun significativo miglioramento neanche sul fronte occupazionale perché, se è vero che il tasso di disoccupazione – stando a quanto certificato dal bollettino – si è “marginalmente ridotto”, a rimanere invariato è però il clima di forte incertezza e instabilità che coinvolge tanto gli imprenditori quanto la manodopera. Segnali positivi, ma non generalizzati, sarebbero invece stati registrati in riferimento all’accesso al credito. “Il costo dei prestiti è diminuito rispondendo alla riduzione dei tassi ufficiali – ha attestato Bankitalia – si sono stabilizzate le erogazioni di mutui alle famiglie, mentre continua la flessione del credito alle imprese. Secondo i sondaggi – ha precisato il bollettino – le difficoltà di accesso al credito bancario si attenuerebbero, ma restano elevate per le imprese di minore dimensione”.

Il quadro tracciato dall’istituto di via Nazionale – che pure concede qualche scorcio di luce – è, insomma, fortemente compromesso. Cosa fare allora? Secondo la Banca d’Italia, poiché le esportazioni stanno registrando un significativo calo, sarebbe auspicabile puntare sul recupero della domanda interna e sull’avvio di nuovi investimenti, pubblici e privati. Più facile a dirsi che a farsi. Ma ad agevolare le operazioni potrebbe essere, a parere di Bankitalia, la decisione del governo di rinviare al 2017 il pareggio di bilancio perché, sta scritto sul bollettino, “può aiutare a evitare una spirale recessiva della domanda”.