Esaote Genova: ancora in stand by i lavoratori che rischiano la cassa integrazione

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Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro convocato ieri al Mise (ministero dello Sviluppo economico) tra i dirigenti della Esaote di Sestri Ponente, i sindacati e i rappresentanti delle istituzioni territoriali. L’azienda che opera nel settore biomedicale e della diagnostica conta in tutto – stando ai dati riportati sul sito, che sono però fermi al 2012 – 1.360 dipendenti e quattro siti produttivi, tra cui quello di Genova.

Proprio nello stabilimento ligure, si è svolto qualche giorno fa l’ultimo presidio con uno sciopero di 8 ore che ha coinvolto tutti i 200 lavoratori. Che guardano con apprensione al piano industriale presentato dall’azienda che prevede un investimento di 60 milioni di euro e la creazione di due “newco” che dovrebbe portare a una significativa razionalizzazione del personale, prospettando la cassa integrazione per almeno 34 dipendenti.

Le aspettative sul vertice convocato ieri al Mise erano alte:Sarà la resa dei conti, l’estremo tentativo per mediare”, avevano dichiarato i rappresentanti dei lavoratori, che hanno dovuto “digerire” l’ennesimo rimando. Stando al verbale dell’incontro diffuso ieri, il Mise ha chiesto di procedere con ulteriori incontri bilaterali. Più precisamente: il 4 novembre, verranno convocati i vertici della Esaote, mentre il 6 novembre sarà la volta dei sindacati.

Un nuovo tavolo plenario – durante il quale, si auspica, verrà individuata una soluzione condivisa – si terrà presumibilmente il prossimo 11 novembre, ma nulla è stato ancora definito. Mentre gli animi dei lavoratori si accalorano ulteriormente: “Se non troveremo un punto di incontro – hanno tagliato corto – non sappiamo come potremo andare avanti. Quest’azienda rischia di diventare completamente ingovernabile“.