Giappone, soldi pubblici spesi a fini personali? La Ministra si dimette e si inchina

L'inchino di Yuko ObuchiNon solo in Italia (dove i casi sono copiosi e dove l’intero concetto di Seconda Repubblica nasce in seguito allo smantellamento di un apparato politico corrotto), in Spagna (dove tutto l’arco politico – dal PP di Barcenas fino ad arrivare all’indipendentista catalano Jordi Pujol – è rimasto coinvolto in episodi di tangenti e di lauti pasti di denaro pubblico) e nei Paesi latini in generale.

Anche un posto culturalmente (e politicamente) parecchio distante da noi è scenario di casi di uso di fondi pubblici per finalità assolutamente private: parliamo del Giappone, dove la ministra dell’Industria Yuko Obuchi è stata accusata di aver speso 10 milioni di yen pubblici (il corrispettivo di circa 74.000 euro) in prodotti di bellezza tra il 2007 e il 2012.

E’ una notizia di ormai qualche giorno fa, ma è adesso il momento in cui le reti sociali stanno facendo da cassa di risonanza in relazione al gesto della Obuchi, post doverose dimissioni (rassegnate ormai 5 giorni fa): se infatti in Italia sarebbero già state sbalorditive le dimissioni (a meno di influenze dei preziosi magistrati), colpisce ancor più la scelta dell’ex Ministro di inchinarsi letteralmente davanti a media e cittadini, nella conferenza stampa in cui ha chiesto scusa a tutti.

C’è da evidenziare come in Giappone l’inchino sia un gesto polisemico ma a giudicare dall’angolazione dello stesso, è ben plausibile si tratti di sentite scuse.