Alitalia e Meridiana: decollano gli esuberi

Alitalia e Meridiana

 

La fusione tra Alitalia ed Ethiad non è stata indolore per molti dipendenti dell’ex compagnia di bandiera. Ai 700 di loro che, sulla base di un accordo siglato negli scorsi mesi, hanno già lasciato l’azienda, tra mobilità volontaria e prepensionamento, si aggiungeranno, infatti, altri 994 lavoratori ai quali l’Alitalia recapiterà, entro il 31 ottobre, le lettere di licenziamento.

Il nuovo “sacrificio” occupazionale (che prevede, nel dettaglio, il licenziamento di 879 addetti di terra, 61 piloti e 54 assistenti di volo) è stato sancito da un accordo sottoscritto tre giorni fa da Alitalia e dalle organizzazioni sindacali di categoria Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo. A “sfilarsi” è stata, invece, la Filt-Cgil, che ha continuato a esprimere forti perplessità sulla gestione della crisi aziendale e sul numero degli esuberi. Non solo: la Filt-Cgil confida poco anche sulla possibilità, prospettata da Alitalia, che il personale licenziato venga ricollocato presso società terze che, sia detto per inciso, non sono ancora state individuate.

E  numeri altrettanto pesanti sono quelli che riguardano la vertenza Meridiana. Il “braccio di ferro” tra la compagnia, i sindacati e le istituzioni sembra destinato a chiudersi rovinosamente, a causa della muscolare presa di posizione dell’azienda che – a quanto si apprende – non è più disposta a temporeggiare sulla mobilità dei 1.634 lavoratori già indicati. Uno stop alle discussioni che potrebbe tradursi in licenziamenti, a partire dal prossimo mese di giugno. Oggi le parti torneranno comunque a incontrarsi a Roma per approfondire il discorso sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, ma le speranze dei dipendenti Meridiana (che non hanno mai smesso di manifestare il loro sconcerto per le decisioni prese dalla compagnia) sono appese a un lumicino.