La psicosi dei clown picchiatori: è una bufala ma c’è chi ne soffre

Un clown picchiatoreDovrebbe far ridere i bambini ma – complice probabilmente il tipo di maschera – rappresenta da sempre una figura inquietante per grandi e piccini: si tratta del clown, protagonista di gag divertenti al circo ma anche di inquietantissimi prodotti culturali (si pensi all’It di Steven King).

Da qualche settimana (complice forse l’avvicinarsi di Halloween), stanno circolando attraverso le reti sociali una serie di post (corredati da inquietanti immagini) dedicati al fenomeno di ipotetici clown picchiatori: questi clown (a volte si tratterebbe di immigrati – polacchi – travestiti da pagliacci; altre volte, questi stessi incarnerebbero tutti gli stigma che più inquietano l’uomo della strada, con clown pedofili) andrebbero in giro di notte alla ricerca di persone da seviziare.

La bufala (o lo scherzo, sarebbe meglio dire in tal caso), che proviene dagli States (l’escamotage del clown violento era stato adottato per lanciare una serie di candid camera), è stata smentita da più parti: più fonti parlano di pagliacci assassini usati come scusa da dei ragazzini (alcuni dicono di Reggio Emilia, altri di Modena) per giustificare un ritardo a scuola. Da lì, questa storia ha iniziato ad espandersi e a mutare di forma, come sempre accade per questo tipo di vicende.

Ma questo scherzo (o bufala, o leggenda metropolitana: decidete voi il termine più adatto) si è di fatto spinto oltre: a causa di alcune foto postate di un furgoncino che sarebbe stato usato dai clown per muoversi, un giovane commerciante reggiano ha avuto più di qualche problema. Come raccontato alla ‘Gazzetta di Reggio’: “Sono stato convocato dai carabinieri del comune reggiano dove vivo perché a quella caserma arrivavano decine di telefonate da tutta Italia che dicevano del furgone, che segnalavano che i clown picchiatori potevano essere da queste parti. Segnalazioni che arrivavano da altre stazioni dei carabinieri, coinvolti a loro volta da chi vedeva sul sito e segnalava”.

Lo scherzo è bello quando dura poco, si diceva da bambini. Probabilmente, quindi, è l’ora di smetterla.

E sarebbe il caso che fonti lette da centinaia di migliaia di persone (come per esempio ‘Leggo’), evitino di ricamarci sopra, scrivendo: “Ribadiamo, nessun allarme è in corso, ma tenete gli occhi aperti perché in mezzo alle persone che si divertono potrebbe esserci qualche malintenzionato”.