Meridiana la spunta e conferma gli esuberi

Papa: saluta lavoratori 'Meridiana'

 

Dopo la condanna, l’accettazione. La decisione resa nota venerdì scorso da Meridiana di riavviare la procedura di mobilità per oltre 1.600 dipendenti era stata stigmatizzata dal governo che, attraverso il ministero del Lavoro, l’aveva definita “incomprensibile”. Ma l’incontro che si è svolto ieri a Roma, nello stesso dicastero, non ha prodotto grandi stravolgimenti. Anzi: la nota diramata a conclusione del tavolo ha confermato la volontà dell’azienda di procedere con la messa in mobilità dei suoi dipendenti, certificando la sostanziale incapacità delle istituzioni (centrali e territoriali) di fare fronte comune coi sindacati per scongiurare gli esuberi.

Cosa accadrà adesso ai 1.634 dipendenti della Meridiana a rischio licenziamento? Stando a quanto riportato dal ministero del Lavoro, non tutto sarebbe perduto perché la vertenza potrebbe proseguire (senza la mediazione del governo) sulla base di quanto fin qui pattuito. Puntando sulla possibile riduzione del numero degli esuberi (268 in meno) e sull’attivazione della procedura di mobilità volontaria incentivata che è stata utilizzata coi lavoratori Alitalia. Non solo: “La disponibilità a discutere di esternalizzazioni e degli elementi di costo contrattuali – precisa la nota diffusa ieri dal ministero del Lavoro – possono essere ulteriori temi di confronto“. 

Il sentore è che, a conclusione dell’incontro che ha di fatto attestato la vittoria della “linea dura” della compagnia di Olbia, il governo si sia sforzato di vedere il bicchiere mezzo pieno. Senza convincere, però, i lavoratori che continuano a protestare confidando sempre meno nella risoluzione della vertenza.