Pensionati in piazza: Non stiamo sereni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:58

Pensionati in piazza

 

A scendere in piazza domani ci saranno molti nonni d’Italia, preoccupati per il futuro loro e per quello dei nipoti e dei figli. La Giornata nazionale di mobilitazione unitaria dei pensionati – promossa da Spi-Cgil, Fnp- Cisl e Uilp-Uil – si svolgerà in tre città diverse: Milano, Roma e Palermo, attraversando idealmente tutto lo Stivale.

“Non stiamo sereni”è il messaggio che i pensionati vogliono recapitare al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ricordandogli che “di promesse non si vive” e che “i pensionati vogliono delle risposte”. Come quella sul bonus di 80 euro che il premier aveva promesso di estendere alla platea dei lavoratori a riposo, ma che (almeno finora) è rimasta inevasa. Ma non solo: i pensionati italiani chiedono al governo di intervenire anche sul reddito da pensione e di provvedere all’alleggerimento del carico fiscale che rischia di sfiancarli. Senza considerare la necessità – messa in evidenza dai sindacati che rappresentano gli ex lavoratori – di destinare più risorse al welfare e alla sanità (sui quali si profilano, invece, minacciosi tagli) e di opporsi all’ulteriore riduzione del Fondo nazionale per le non autosufficienze a cui attingono molti anziani in pensione.

Richieste impegnative e onerose che i “nonni” suggeriscono di soddisfare intervenendo su sprechi e privilegi e promuovendo una politica di sviluppo e di occupazione a beneficio dei più giovani. Perché, come si legge in uno degli slogan coniati dai sindacati per la giornata di domani: “Il lavoro è un diritto. Il dovere è garantirlo”.