Eni Gela: c’è l’intesa. La raffineria diventa green

Eni Gela

 

Accordo raggiunto tra le parti che, per lungo tempo, hanno faticato a trovare un’intesa sul futuro della raffineria Eni di Gela. Lo stabilimento cambierà presto pelle convertendosi in una bioraffineria che garantirà il lavoro a tutti gli ex dipendenti del petrolchimico e agli impiegati dell’indotto.

A diffondere per primo la “buona novella” è stato il portavoce del ministro Guidi, Enrico Romagna Manoja: “Accordo fatto su Eni – ha scritto su twitter – La raffineria diventa green. Salvati posti di lavoro“.  L’accordo è stato raggiunto ieri, nel corso di un tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del ministro Federica Guidi, del suo vice, Claudio De Vincenti, dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, del sindaco di Gela, Angelo Fasulo, e di alcuni rappresentanti dell’imprenditoria siciliana, oltre che – ovviamente – delle sigle sindacali di categoria e delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie).

Ma cosa prevede esattamente l’intesa? Stando ai rumors trapelati, l’Eni si è impegnata a investire una cifra importante per far ripartire il sito di Gela e favorire l’insediamento di una base logistica per l’esplorazione in mare e in terra. Non solo: l’accordo siglato ieri prevede anche la realizzazione di un nuovo centro di alto livello per la sicurezza nel settore dei biocarburi.

A esprimere soddisfazione sono stati praticamente tutti: dal ministro Guidi all’ad Descalzi, dal presidente della Regione Crocetta ai sindacati. “Con questo accordo – ha commentato Descalzi – Gela si conferma al centro del nostro sistema industriale e può ripartire con un nuovo piano di sviluppo economicamente sostenibile e in grado di garantire al territorio solide prospettive occupazionali. Il piano – ha continuato – prevede nuove e importanti iniziative volte a sviluppare il settore upstream (di esplorazione e produzione del petrolio, ndr) sul territorio siciliano e a rendere le nostre attività sempre più sostenibili a livello ambientale, facendo leva su importanti investimenti, sull’innovazione tecnologica e sulle competenze delle nostre risorse”. 

Dello stesso tenore la dichiarazione del governatore siciliano, Rosario Crocetta, che di Gela è stato, tra l’altro, a lungo sindaco: “Gela diventa il più grande polo di economia verde d’Italia e salva i posti di lavoro – ha detto – Con l’accordo firmato a Roma per la riconversione del petrolchinico, Gela, comincia una nuova pagina della sua storia, mettendosi alle spalle anni di inquinamento ambientale e di danni alla salute dei cittadini”. 

Soddisfatti, ma non per questo meno “guardinghi” anche i sindacati. “Con la firma del protocollo d’intesa – ha dichiarato Luigi Ulgiati, segretario nazionale Ugl Chimici – abbiamo gettato le basi per salvaguardare i posti di lavoro a Gela. Ora ci impegneremo affinché la svolta ‘verde’ sia davvero un’opportunità di rinascita per il polo industriale siciliano, vigilando sull’attuazione dell’intesa con l’obiettivo di garantire occupazione e sviluppo”.