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OpenPolis: quando il Governo non risponde al Parlamento

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Spiega Wikipedia: L’interrogazione parlamentare è la domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo nel suo complesso o a un singolo ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il governo intende adottare o ha già adottato in merito”. 

Uno strumento importante, che mette i gruppi parlamentari nella possibilità di controllare, vigilare e monitorare l’attività del governo e di ottenere risposte su questioni ritenute poco chiare. Ma non sempre è così, anzi. L’80% delle interrogazioni parlamentari formulate nell’ultima legislatura – che, lo ricordiamo, interessa sia il governo dimissionario di Enrico Letta che quello attualmente in carica di Matteo Renzi – è, infatti, rimasta inevasa. Ovvero non ha ottenuto risposta.

E che tale strumento non abbia mai goduto di grande considerazione lo ha svelato il sito OpenPolis, che ha  rilevato come l’ultimo governo Berlusconi abbia risposto al 39,33% delle interrogazioni parlamentari, il governo Monti al 29,33%, mentre  i governi Letta e Renzi messi insieme a poco più del 14% (su 9.200 interrogazioni depositate in un anno e mezzo, solo 1.300 hanno ottenuto riscontro).

E c’è di più perché, se è vero che lo strumento dell’interrogazione parlamentare viene solitamente usato dalle opposizioni per “incalzare” il governo, è altrettanto vero che, nell’ultima legislatura, esso è stato ampiamente utilizzato anche dal Pd, ovvero dal partito di provenienza dei due ultimi presidenti del Consiglio. Non solo: proprio il Pd è stato il partito che ha ottenuto maggiori risposte.

Nel dettaglio: delle 2.066 interrogazioni parlamentari presentate dal Pd, 409 hanno ottenuto risposta e 1.657 no. Il M5S che ne ha, invece, presentate 2.757, ha ottenuto risposta solo 275 volte. Pochi anche i riscontri concessi a Forza Italia, Lega Nord e Sel (rispettivamente 166 su 1.019, 149 su 895 e 130 su 1.047). Ma ad essere quasi completamente “ignorati” sono stati Gal (Grandi autonomie e libertà) e Nuovo Centrodestra che hanno ottenuto rispettivamente 7 e 12 risposte alle 72 e 134 interrogazioni recapitate al governo. Quando si dice: chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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