Ast Terni: un’altra fumata nera

Ast

 

Basta leggere l’asciutta nota diramata ieri dal ministero dello Sviluppo economico, a conclusione dell’ennesimo incontro sulla vertenza Ast (Acciai speciali Terni), per comprendere che il faccia a faccia non è stato affatto risolutivo. Una nota in cui ci si è limitati a verbalizzare l’elenco degli intervenuti e a riportare, in maniera piuttosto sbrigativa, la notizia sull’illustrazione – da parte dell’amministratore delegato dell’azienda, Lucia Morselli – delle nuove linee guida del piano industriale.

La completa assenza di qualsiasi commento su quanto presentato dalla Morselli lascia, però, dedurre che le suddette linee guida non abbiano convinto nessuno. Tant’è che, come precisato nella chiusa della nota ministeriale, il tavolo si riaprirà il prossimo 18 novembre alle ore 10. Quella di ieri sarebbe stata, insomma, l’ennesima “fumata nera”, destinata a minare ulteriormente la serenità e la pazienza dei lavoratori in sciopero ormai da venti giorni.

Stando ai rumors trapelati, l’incontro di ieri al Mise non avrebbe, tra l’altro, svelenito il clima. Anzi: il confronto tra l’azienda e i sindacati avrebbe assunto toni fortemente polemici, con i rappresentanti dei lavoratori fermi nel constatare che il piano industriale prospettato dal gruppo non contempla apprezzabili elementi di novità. Di più: i sindacati avrebbero puntato l’indice anche verso i rappresentanti del governo che non avrebbero tradito coerenza con quanto precedentemente dichiarato, tradendo una certa “morbidezza” nei confronti del piano proposto ieri dalla Morselli. Da qui la decisione dei sindacati di indire, per questa mattina, una nuova assemblea dei lavoratori.