Barilla: più concessioni ai lavoratori con il nuovo accordo integrativo

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Mettiamola così: in tempi come questi in cui mantenere il proprio posto di lavoro può diventare davvero faticoso e in cui molte aziende in affanno tentano (spesso con successo) di contrattare a ribasso sui diritti dei loro dipendenti, la mossa della Barilla (secondo gruppo agro-alimentare in Italia) s’impone come un modello positivo.

Nella scorsa notte, l’azienda ha, infatti, rinnovato l’accordo integrativo che interessa i 4.100 dipendenti, compiendo innegabili passi avanti verso il giusto riconoscimento del lavoro svolto dai suoi addetti. L’intesa raggiunta prevede, infatti, un premio di produzione, per il triennio 2014-2016, di 2.600 euro che potrà aumentare, nel caso in cui i dipendenti riescano a centrare obiettivi particolarmente ambiziosi.

Non solo: l’accordo prevede anche un rafforzamento dei rapporti con i sindacati, un  potenziamento delle norme sulla sicurezza, l’implementazione del cosiddetto “smart working” (innovativa modalità di lavoro basata su un forte elemento di flessibilità, sia di orari che di sedi), un aumento dei permessi retribuiti per congedi parentali e la possibilità, per i dipendenti, di usufruire del servizio gratuito di lavaggio degli abiti da lavoro da parte dell’azienda. Per non parlare della concessione di 8 ore di permessi retribuiti ai lavoratori impegnati nella produzione a ciclo continuo, in occasione delle feste di Pasqua.

“Con la firma dell’integrativo – ha commentato il commissario Fai-Cisl, Luigi Sbarra – viene valorizzato il ruolo della contrattazione decentrata oltre che quello, troppe volte messo in discussione, del sindacato, attore indispensabile nel contesto economico per la tutela dei bisogni, non solo economici, dei lavoratori coniugati alle compatibilità aziendali e di settore”. 

Soddisfatto anche il segretario della Flai-Cgil, Mauro Macchiesi“E’ un fatto positivo per la difesa dei diritti dei dipendenti – ha riconosciuto – e rappresenta un rafforzamento per la spinta alla crescita del gruppo in Italia e sul mercato internazionale in cui il fattore lavoro è un elemento prioritario. L’accordo raggiunto nella sua complessità ha alcuni spunti molto positivi e innovativi“.