Istat: Pil di nuovo in calo, peggio di noi solo Cipro

Pil

 

Continua il periodo nero dell’economia italiana. L’ultima rilevazione dell’Istat, relativa al terzo trimestre dall’anno in corso (da luglio a settembre) riferisce, infatti, dell’ennesimo calo del Pil, con una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Si tratta della tredicesima performance negativa consecutiva dal terzo trimestre del 2011, interrotta solo dai due zeri rilevati nel terzo trimestre del 2013 e nel primo trimestre del 2014.

Ma cosa ha determinato l’ennesima flessione? Secondo l’istituto di statistica nazionale, a causare questa nuova caduta del Pil è stata la diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell‘agricoltura e dell’industria che ha avuto la meglio sull’aumento rilevato, invece, nei servizi. Di più: ad accelerare la discesa del prodotto interno lordo è stato anche il calo della domanda interna, solo parzialmente “mitigato” dalla crescita della domanda estera.

E il confronto con le “grandi” della terra non concede troppe speranze. Nello stesso periodo del 2014, il Pil degli Stati Uniti è aumentato dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e del 3,9% rispetto all’anno precedente. Ed è andata bene anche al Regno Unito il cui Pil, nel terzo trimestre dell’anno in corso, è salito dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti  e del 3% su base annua.

E nella zona euro? L’analisi del quadro comunitario rende la situazione ancora più desolante perché l’Italia, insieme a Cipro (-0,4%), è l’unico Paese dell’eurozona a far registrare un dato negativo. Meglio di noi praticamente tutti, anche la Grecia che è riuscita a mettere a segno un apprezzabilissimo +0,7% rispetto al secondo trimestre del 2014 e la Spagna con un soddisfacente +0,5%.