Nella Coca Cola non c’è cocaina: la bufala più antica del mondo continua a circolare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:14

cocaNella Coca-cola non c’è cocaina – Ancora una volta, la fake news (o bufala, che dir si voglia) parte da un link de ‘Il Corriere del Mattino’ (che in realtà è solo l’ultimo di tantissimi siti a propagare nell’arco dei tempi la notizia).

Nel link in questione viene scritto che un ex dipendente della nota azienda americana produttrice della Coca Cola (l’ingegnere chimico Walter White), ospite di una trasmissione televisiva americana avrebbe rivelato che la celebre bevanda contiene cocaina.

Secondo il fantomatico White l’assuefazione al soft-drink di circa l’80% della popolazione dipenderebbe proprio dalla sostanza contenuta nella bibita, che pertanto indurrebbe al consumo abituale. Persino le popolazioni del Terzo Mondo ne farebbero largo uso e, nonostante i costi non proprio accessibili, pare possano comunque entrarne in possesso facilmente, più di quanto possano con l’acqua.

Il dipendente, che ora temerebbe per la sua vita a causa di queste scottanti “rivelazioni”, avrebbe quindi concluso la sua confessione affermando che la droga sarebbe occultata sotto la voce “Colorante caramello (E 150 D”).

Inutile sottolineare come la fonte sia di per sé poco attendibile; piuttosto, vi facciamo notare come Walter White sia il nome del protagonista della serie culto ‘Breaking Bad’: del fantomatico ingegnere, viceversa, nessuna notizia sul web.

Per una volta, il sito in questione non si sarebbe inventato la bufala di sana pianta: quella che la Coca-cola contenga cocaina è una leggenda metropolitana che circola da lunghissimi tempo e che ha comunque delle fondamenta (che vanno oltre l’etimologia).

L’attuale ricetta del drink prevede infatti l’uso di aromi di noci di cola (queste contengono caffeina, l’unico principio attivo causa dell’eccitabilità della bevanda) e di foglie di coca (ovviamente private delle sostanze tossiche).

The Coke, così come viene chiamata negli Stati Uniti, fu inventata nel 1886 ad Atlanta, dal farmacista John Stith Pemberton, venendo impiegata come rimedio per il mal di testa e contro la stanchezza. La ricetta era grossomodo la medesima di quella attuale. Ma quando la coca venne bandita perché ritenuta dannosa, l’alcaloide estratto dalle foglie venne eliminato, pertanto è praticamente inverosimile ritenere che la bevanda analcolica più famosa al mondo attualmente ne contenga.

Ribadiamo come si tratti dunque di una leggenda metropolitana, di una bufala vecchia quanto la bibita stessa, che lo scorso 8 Maggio ha festeggiato il suo 128esimo anniversario!

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