Fiom: lo sciopero si chiude a Palermo

Sciopero Fiom

 

L’ultima mobilitazione dei metalmeccanici iscritti alla Fiom che guardano con insofferenza ai contenuti del Jobs Act e della Legge di Stabilità si terrà oggi a Palermo. Dopo lo sciopero del 14 novembre a Milano, del 21 a Napoli e del 25 a Cagliari, tocca, infatti, al capoluogo siciliano suggellare la conclusione delle iniziative di protesta animate dal sindacato per dire no alla “riduzione dei diritti e dei salari” e al progressivo “peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro”.

Le tute blu della Sicilia si incontreranno alle ore 9,00 in piazza Croci per poi dirigersi verso piazza Verdi dove, di lì a breve, ascolteranno gli interventi del segretario regionale della Fiom, Roberto Mastrosimone, del segretario regionale della Cgil, Michele Pagliaro, e del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, diventato “paladino” nazionale del dissenso dal governo.

La manifestazione di oggi dovrebbe attrarre un numero importante di lavoratori che, in Sicilia più che altrove, scontano i “guasti” di una crisi che ha causato pesanti perdite. “Nell’arco di cinque-sei anni – ha dichiarato Francesco Piastra, componente della segreteria siciliana della Fiom – in tutto il comparto metalmeccanico si sono persi, tra Palermo e provincia, 2.500 posti di lavoro. E’ in corso una desertificazione produttiva e occupazionale dovuta alle scelte operate  da aziende che svolgono la loro attività nei settori più diversi, dall’automobilistico al navalmeccanico, dalle telecomunicazioni all’informatica al settore aerospaziale”. “I disoccupati che bussano alle nostre porte sono in continuo aumento – ha aggiunto Piastra – e sono espressione di 175 aziende di Palermo e provincia in difficoltà“. “Con questo sciopero – ha concluso il sindacalista – la Fiom chiede politiche industriali centrate, che non vediamo né nelle scelte del governo regionale né in quelle del governo nazionale”.

 

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