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L’allarme di Confesercenti: Lo spauracchio deflazione paralizza i consumi

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Deflazione

 

Il perdurare della crisi ha costretto un po’ tutti a familiarizzare con un vocabolario che, fino a qualche decennio fa, era a esclusivo retaggio degli addetti ai lavori. Se nessuno aggrotta più la fronte nel sentir pronunciare la parola spread e anche i più giovani sono ormai capaci di sciogliere l’acronimo Pil, stupisce un po’ (tuttavia) che gli italiani dimostrino una certa competenza sulla deflazione.

Da un recente sondaggio commissionato dalla Confesercenti alla Swg è, infatti, emerso che il 72% degli intervistati sa cos’è la deflazione e il 50% la considera più spaventosa dell’inflazione. Per i pochissimi che continuano a non sapere di cosa stiamo parlando: la deflazione è la diminuzione del livello generale dei prezzi causata dalla debolezza della domanda di beni e servizi. In pratica: più non si compra e più, nonostante i prezzi scendano, si continua a non comprare.

Un meccanismo “infernale” che rischia di paralizzare i consumi di moltissimi italiani. Il 92% dei connazionali interpellati nel sondaggio ha, infatti, dichiarato di aver ridotto le spese rispetto all’anno precedente, mentre solo il 6% non le ha ridotte e il 2% le ha addirittura aumentate. Ma su cosa hanno scelto di risparmiare i nostri connazionali? In cima alla lista, con il 28%, troviamo l’abbigliamento e le calzature, seguiti a ruota dalle vacanze (16%), dal carburante (15%), dagli apparecchi elettronici come computer, tablet e cellulari (14%) e dagli acquisti per la casa (13%). Ma a colpire maggiormente è quell’11% del campione intervistato che, nell’anno in corso, ha dichiarato di aver tirato la cinghia anche al supermercato, ridimensionando l’acquisto dei beni alimentari.

 

 

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