Unioncamere: consumi in lieve ripresa, ma i prezzi continuano a salire

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:28

Consumi

 

L’istantanea scattata dall’Osservatorio “Prezzi e mercati” di Unioncamere ha immortalato un dettaglio che potrebbe giustificare un cauto ottimismo. Di cosa si tratta? Di quello che la stessa nota diffusa dall’Osservatorio ha definito “un timido risveglio dei consumi delle famiglie italiane che, a fine anno, dovrebbero aumentare dello 0,3%.

A spingere il dato positivo sarebbero stati gli acquisti di beni durevoli (+2,9%), quelli dei servizi (+0,5%) e il lieve aumento dei consumi alimentari (+0,4%). In pratica – è la lettura fornita dall’Osservatorio di Unioncamere – dopo due anni di risparmio ferreo, gli italiani si sarebbero persuasi a fare acquisti importanti (come un’auto o un elettrodomestico), lasciandosi convincere dal clima di generale ottimismo e dalla percezione che la pressione fiscale stia per diminuire.

“Si tratta – ha osservato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – di un primissimo e ancora debole segnale, certo non pienamente in grado di far recuperare al Paese la strada persa in questi anni di recessione. Sfiora, infatti, i 7 punti percentuali il calo dei consumi delle famiglie accumulato nel 2012 e 2013″. Come dire che, nonostante il “cambio di passo” rilevato, la strada resta tutta in salita.

E a fugare ogni dubbio sulla complessità della situazione generale arrivano gli altri dati raccolti dall’Osservatorio: quelli che riguardano i prezzi. Qui le buone notizie latitano perché, stando a quanto rilevato, due prodotti base dell’alimentazione italiana, l’olio extravergine e la pasta, stanno per subire rincari pesanti (rispettivamente del 15% e dell’8%), con conseguenze prevedibili sul piano degli acquisti e dunque dei consumi.

Ma a dare il “colpo di grazia” ai nostri connazionali saranno le tariffe pubbliche, soprattutto quelle locali. Secondo le stime dell’Osservatorio, nel biennio 2013-2014, sono destinate ad aumentare del 9,5% (contro il 5% di quelle nazionali), con punte preoccupanti che riguardano i rifiuti (+18,2%), l’acqua potabile (+12,7%), i trasporti extraurbani (+7,5%) e i trasporti ferroviari regionali (+6,8%). Ma a impensierire parecchio sono anche i rincari che riguardano i servizi sanitari locali che, secondo Unioncamere, nel passaggio dal 2013 al 2014, sono costati il 6,7% in più.

A livello nazionale, la tariffa che ha fatto registrare l’aumento più pesante è quella postale (cresciuta del 10,1%), seguita dalla tariffa telefonica (+9,9%) e dal pedaggio autostradale (+8,8%). Ma a incidere (negativamente) sui budget familiari sono state anche le medicine (aumentate in un anno del 2,8%), il Canone Rai (+1,4%) e, in maniera più contenuta, i trasporti ferroviari il cui prezzo, dal 2013 al 2014, è aumentato dello 0,9%.