Termini Imerese: oggi nuovo incontro al Mise

Termini Imerese

 

A che punto è la vertenza dell’ex Fiat di Termini Imerese? A poche settimane dal Natale, agli ex dipendenti del Lingotto (in cassa integrazione da tre anni) non sono ancora state consegnate risposte certe sul loro imminente futuro. La Grifa resta l’unica pretendente credibile, per quanto non tutti i nodi sulla sua sospirata acquisizione siano stati sciolti.

Lo scorso 5 dicembre, l’azienda che a Termini Imerese vorrebbe produrre auto ibride ed elettriche ha fatto sapere che le trattative per la cessione dell’ex Fiat stanno andando avanti e che lo stesso gruppo è in grado di garantire la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori per altri 24 mesi. Ma i sindacati non si sono fatte troppe illusioni. Soprattutto la Fiom: “Se non saranno rispettati gli impegni assunti nell’incontro del 10 ottobre sull’accordo di programma quadro per il rilancio del polo industriale – ha dichiarato il segretario regionale, Roberto Mastrosimone – e senza il via libera di Invitalia (Agenzia nazionale per l’investimento e lo sviluppo d’impresa, ndr) non avvalleremo alcun progetto. Siamo pronti alle barricate nei prossimi giorni – ha annunciato il sindacalista – Ci confronteremo con le altre organizzazioni sindacali per valutare cosa fare e non escludiamo iniziative a Roma. Per il premier Matteo Renzi, Termini Imerese è una priorità solo a parole – ha rincarato il segretario siciliano della Fiom – ma deve trovare una soluzione”.

La soluzione potrebbe arrivare già questo pomeriggio perché alle ore 18 è stato convocato al Mise l’ennesimo incontro tra i rappresentanti del governo, la Regione Sicilia, Invitalia e i sindacati per fare il punto della situazione. In pratica, i tecnici del ministero e di Invitalia riferiranno sui contenuti del piano industriale e finanziario presentati da Grifa sciogliendo (si spera) gli ultimi dubbi sulla possibilità di rimettere presto in funzione lo stabilimento siciliano.