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Catania-Brescia 2-2, per gli etnei contestati è notte fonda

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Il logo della Serie BIn uno stadio semivuoto (con la Curva Nord rimasta fuori dall’impianto per manifestare così il proprio dissenso verso la dirigenza, colpevole – a loro dire – di aver costruito una squadra non competitiva), il Catania si fa rimontare per due volte dal Brescia e ottiene tra le – oggi leggermente di meno – mura amiche il secondo 2-2 consecutivo: a differenza del pari col Bologna, però, in questo caso gli etnei hanno dilapidato la possibilità di ottenere tre importantissimi punti (adesso la classifica è abbastanza inquietante, con la zona retrocessione ad un passo).

Dopo il vantaggio immediato con Cani (colpo di testa su corner), il Catania si fa pareggiare al 14′: Corvia, al termine di un rapido contropiede, trasforma in rete un ottimo assist di Morosini, punendo così la difesa degli etnei, impreparata come sempre. Per Corvia, reduce da un infortunio, la prima rete stagionale: la difesa rossazzurra riesce così a far resuscitare un attaccante che non andava in rete in un match ufficiale da agosto; nel prosieguo del primo tempo, il Catania – che bene aveva iniziato (e che al 20′ si sarebbe potuto riportare avanti con Calaiò, che sbaglia una sorta di rigore in movimento) – cala di tono e al 43′ il Brescia potrebbe addirittura portarsi avanti con una punizione di Scaglia ma il mancino del centrocampista dei lombardi viene respinto ottimamente da Frison.

Ripresa abbastanza scialba, con le due squadre che badano più a non subire che a costruire (d’altra parte, con due difese così in difficoltà, è normale che si sviluppino dinamiche di questo tipo). Nonostante ciò, arrivano altre due marcature: al 14′ Calaiò è freddissimo a insaccare al volo un cross proveniente da destra e spizzato da Cani, mentre al 35′ Caracciolo realizza dal dischetto il gol del definitivo 2-2.

In mezzo, due grosse occasioni per il Catania: Calaiò al 20′, ben lanciato da un buon Cani, impegna Arcari e Chrapek – 6′ dopo – si vede respingere sulla linea un tiro destinato ad entrare in rete.

In una situazione di emergenza (psicologica, con la contestazione ultras e con il cambio in panchina, ma anche tecnica, con Rinaudo costretto a giocare in difesa – risultando disastroso), il Catania non va oltre il pari e la classifica inizia a far paura.

Occorre un cambio di marcia rapido, magari partendo dai pochi elementi positivi emersi quest’oggi (si pensi all’ottima prestazione del giovane Moses Dojer a centrocampo e alla crescita di Cani). Da aggiustare come sempre la difesa (sempre quantomeno traballante) e la testa di Leto (che risulta utile solo quando decide di non essere lezioso. Ben di rado).