Expo 2015: Cantone indaga su Eatily e Farinetti s’arrabbia

Oscar Farinetti

 

L’Autorità anticorruzione incaricata di vigilare sugli appalti, i bandi e le gare di affidamento di Expo 2015 continua a lavorare alacremente. In una recente relazione, il presidente dell’Autorithy, Raffaele Cantone, ha riferito che su 76 procedure messe sotto osservazione, ben 50 hanno mostrato rilievi di illegittimità sui quali sarà opportuno indagare con maggiore attenzione.

Lo screening procede serrato, ma con ritmi non troppo sostenuti, se è vero che dei 50 casi segnalati, solo 28 sono stati finora analizzati. Cosa ne è venuto fuori? Che 20 di essi presentano, in effetti, profili di illegittimità su cui è necessario intervenire modificando gli atti di gara, mentre 12 risultano “puliti”.

E nel grande “calderone” sembra essere finito anche l’impero gastronomico fondato da Oscar Farinetti. L’Authority ha, infatti, chiesto di visionare le carte che riguardano l’assegnazione diretta a Eatily di uno store di Expo 2015: uno spazio di 8 mila metri quadrati, nei quali dovrebbero essere allestitili 20 ristoranti (uno per ogni regione italiana). Un’assegnazione diretta (senza alcun bando di gara) che Farinetti si sarebbe conquistata, secondo Giuseppe Sala, commissario unico del governo per Expo 2015, per gli indiscutibili meriti. “Possiamo non fare una gara quando c’è unicità – ha detto – E dal nostro punto di vista, Eataly è unico“.

Non l’ha presa bene il diretto interessato. Informato sull’intenzione di Cantone di passare ai raggi X le carte che riguardano l’assegnazione a Eatily del maxistore di Expo: “Se continuano le polemiche di gente che non fa e che ha un sacco di tempo da perdere per criticare chi fa – ha detto stizzito Farinetti, ai microfoni di Radio Capital – noi ci ritiriamo senza problemi”.