Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia OpenPolis: la crisi colpisce università, ricerca e turismo

OpenPolis: la crisi colpisce università, ricerca e turismo

 

La crisi, come è noto, ha costretto un po’ tutti a modificare le proprie abitudini di vita. Se molti italiani hanno imparato a economizzare sull’abbigliamento, le utenze e la spesa alimentare, anche lo Stato, dal canto suo, ha dovuto ridimensionare le proprie uscite. Ed è un’indagine realizzata da OpenPolis (che ha preso le mosse da un dossier del Senato) a spiegarci per bene dove lo Stato ha deciso di tagliare, scegliendo di sacrificare all’altare della crisi ben precisi capitoli di spesa.

Prima di tutto va precisato che il perimetro entro il quale ci si muove non è dei più ampi. Lo Stato italiano deve, infatti, destinare il 39% delle sue risorse al “pagamento” del debito pubblico, il 14,7% alle amministrazioni territoriali e l’11,29% alle politiche previdenziali. Col il restante 35% deve finanziare un po’ tutto ed è qui che scatta la scelta (quanto mai difficile) di sostenere qualcosa e sacrificare qualcos’altro.

Il taglio più imponente ha investito l‘istruzione universitaria alla quale, dal 2008 al 2014, è stato destinato il 119,07% delle risorse in meno. E non è andata molto meglio alla ricerca e all’innovazione che, nello stesso periodo, è stata “sforbiciata” del 73,03%. In forte perdita anche il turismo (-67,11%) e gli organi costituzionali e della presidenza del Consiglio, ai quali, negli ultimi 5 anni, è arrivato il 51,4% delle risorse in meno. Da segnalare anche i tagli del 38,5% operati sullo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio, quelli del 31,6% che hanno riguardato i beni culturali e paesaggistici e quelli del 15,63% che hanno colpito l‘istruzione scolastica. Come dire che lo Stato in crisi ha deciso di risparmiare proprio su quei settori che potrebbero – se sostenuti con i giusti investimenti – determinarne la definitiva ripresa.