Caro-fumo: rincari in vista per e-cig e non solo

Sigarette elettroniche

 

Il 2015 porterà con sé sgradite sorprese ai fumatori. Sia a quelli tradizionali sia a quelli che hanno, invece, deciso di “convertirsi” alle sigarette elettroniche.

Anzi, è proprio per questi ultimi che si preannunciano le novità peggiori. Il 24 di dicembre, i Monopoli di Stato hanno, infatti, deciso di festeggiare la vigilia di Natale emanando un decreto – rigorosamente provvisorio – che introduce una tassa di 3,33 euro per ogni flacone di ricarica da 10 millilitri. Una decisione scaturita dalla constatazione che un millilitro di ricarica (utile ad accendere le e-cig) equivale a cinque sigarette tradizionali.

I rincari che bussano alle porte hanno insolentito i produttori e gli operatori del settore che contestano fortemente il paragone tra le sigarette tradizionali e quelle elettroniche. E che prefigurano una vera e propria “stangata”, con un aumento del 100% del prezzo medio delle ricariche. Ma le cose potrebbero cambiare ancora perché, entro il 20 gennaio, dovrà essere stabilita l’equivalenza ufficiale che potrebbe riservare ulteriori sorprese.

E novità poco piacevoli sembrano profilarsi anche per i fumatori tradizionali, con rincari che – stando ai rumors raccolti – dovrebbero impattare, con maggiore incidenza, sul prezzo finale delle sigarette (momentaneamente) più economiche. Le nuove accise previste per le fasce alte (5 euro) e quelle medio-alte (4,6 euro) dovrebbero, infatti, comportare rincari dello 0,3 e dello 0,4%. Ben poca cosa rispetto a quanto preannunciato per le sigarette più economiche (4,3 euro) e per quelle “low cost” (4 euro) che dovrebbero subire rincari del 2 e del 3,6%.