Sfiduciati e diffidenti: ecco i giovani italiani, in tempo di crisi

Giovani sfiduciati

 

E se anche i giovani – che dovrebbero, per definizione, essere animati da solide speranze – dichiarassero di farsi poche illusioni sull’immediato futuro? A scomodare il problematico interrogativo è il “Rapporto Giovani 2014” compilato dall’Istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Università Cattolica, che ha interpellato un campione di 5 mila persone, di età compresa tra i 19 e i 32 anni, scoprendo che più del 70% di loro non confida affatto sulla possibilità che l’Italia, nei prossimi 3 anni, torni a crescere.

Uno “stallo” legato (anche) alla scarsa valorizzazione dei giovani che, nell’85% dei casi, definiscono l’Italia un Paese dalle scarse o limitate opportunità lavorative e che, per questo, guardano con sempre maggiore attenzione all’estero. Più nel dettaglio: il 37,3% delle persone intervistate dall’istituto considera la mancanza di offerte di lavoro la causa principale della disoccupazione giovanile, a cui va aggiunta la scarsa propensione, da parte della politica nazionale, a investire su sviluppo e ricerca.

Il 20,9% degli interpellati pensa, invece, che debbano essere migliorati i meccanismi di reclutamento (facendo, magari, leva sulla meritocrazia), il 19,2% ritiene che il lavoro latiti per via della crisi economica, mentre il 17,4% attribuisce la responsabilità della disoccupazione ai giovani stessi. E più precisamente alla mancanza di esperienza (15,3%) o alla scarsa formazione e all’indisponibilità ad accettare alcuni tipi di lavoro.

Una situazione di innegabile difficoltà, che si traduce nella rinuncia, da parte del 75,7% dei giovani interpellati, a programmare il proprio futuro per concentrarsi sulle criticità del presente. E tanta instabilità e incertezza sul domani sembra aver reso i giovani sempre più diffidenti. Tanto che solo il 35% del campione a cui si è rivolto l’istituto Toniolo ha dichiarato di ritenere la maggior parte delle persone degne di fiducia. Ed ha indicato in cima alla lista, i familiari e gli amici: gli unici, per l’80% dei giovani che ancora si fida del prossimo, con cui poter intrattenere rapporti soddisfacenti.