A Parigi verrà inaugurato ‘2015 Anno internazionale della Luce’

L'anno internazionale della luceIn occasione dell’inaugurazione ufficiale del ‘2015 Anno della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce’ che si terrà a Parigi il 19 gennaio, nel nostro Paese si svolgeranno diversi eventi; a partire dal 26 gennaio a Torino per la cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino.

Gli obbiettivi principali del ‘Year of Light 2015′ vi sono:

-Promuovere le tecnologie della luce per un miglioramento della qualità della vita sia nei paesi sviluppati, che in quelli in via di sviluppo.
-Promuovere lo sviluppo sostenibile.
-Ridurre l’inquinamento luminoso e lo spreco di energia.
-Promuovere la partecipazione delle donne nella scienza con ruoli di responsabilità.
-Promuovere l’istruzione tra i giovani.

La fotonica, ossia la scienza che studia il comportamento dei fotoni o particelle di luce, diventerà la vera protagonista del futuro, con campi di applicazione nell’elettronica, nei moderni computer, nell’energia, nell‘illuminazione sostenibile degli edifici fino al campo della salute, con applicazione nelle nuove apparecchiature per le diagnosi mediche.

Massimo Inguscio, il presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia ha dichiarato: ”La luce è legata all’intero sviluppo della scienza”. ”Basti pensare alla luce delle galassie, che permette di risalire indietro nel tempo nella storia dell’universo, o al fatto che comprendere la natura della luce sia sempre andato di pari passo con la scienza, dalla teoria della relatività alla fisica quantistica”. “La luce ha portato all’invenzione del laser e dei led, premiati nel 2014 con il Nobel come esempio di tecnologia al servizio dell’umanità”.

John Mather, premio Nobel per la fisica, ha detto a sua volta: “La luce è fondamentale alla vita sul nostro pianeta attraverso la fotosintesi, ci permette di vedere indietro nel tempo profondo fino alle origini del cosmo nel big bang, ci aiuta a comunicare con gli altri senzienti qui sulla terra, e forse può permetterci di dialogare con quelli che potremmo trovare nello spazio”.