Unimpresa: cresce l’area di disagio sociale

Disagio sociale

 

In questo esordio di anno, è stata Unimpresa a fare il punto della situazione generale, ricordando a tutti che le cose non vanno ancora bene.

Anzi: stando ai calcoli del Centro studi dell’associazione, che ha fatto riferimento ai rilevamenti dell’Istat, nel terzo trimestre del 2014, l’area di disagio sociale del nostro Paese comprendeva 9,21 milioni di persone, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente. Come dire che, nell’arco di un solo anno, il numero dei connazionali che hanno faticato a portare in tavola qualcosa è aumentato di 466 mila unità.

Più nel dettaglio: i tecnici di Unimpresa hanno inglobato nel computo, oltre ai 3 milioni di disoccupati, anche i lavoratori con contratti a tempo determinato: 677 mila lavoratori part-time, 1,74 milioni di lavoratori a orario pieno, 813 mila lavoratori autonomi part-time, 375 mila collaboratori e 2,5 milioni di lavoratori a tempo indeterminato part-time. Ovvero un esercito di italiani (il cui totale ammonta a 6,2 milioni di unità) che, nonostante risulti occupato, vive in condizioni precarie per via delle prospettive incerte e delle retribuzioni contenute.

E a rendere ancora più oscura la fotografia scattata dal centro studi di Unimpresa arrivano anche i dati sulla disoccupazione. Nel terzo trimestre del 2014, il numero dei connazionali senza lavoro risultava, infatti, in aumento di 166 mila unità (+5,8%) rispetto all’anno precedente. Così come quello degli ex occupati, cresciuto di 5 mila unità (+3,4%) e quello delle persone in cerca di prima occupazione, in aumento di 134 mila unità (+17,6%). Il 2014 è stato durissimo e non possiamo permetterci un altro anno senza ripresa”, è stato il laconico commento del presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.