InfoContact: a rischio 1800 dipendenti del call center lametino

InfoContact

 

Vivono giorni di grande apprensione i dipendenti di InfoContact, il call center di Lamezia Terme che, dal prossimo 31 gennaio, potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Una preoccupazione che li ha spinti ad aprire una pagina su facebook per incassare il sostegno dei corregionali (e non solo) e per attirare l’attenzione delle istituzioni che potrebbero aiutarli.

“1800 senza futuro”: è questo lo slogan scelto dai lavoratori del call center calabrese che hanno pubblicato diverse foto che li ritraggono in compagnia dei loro bambini per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma che stanno vivendo. Pubblicando anche una dura nota stampa nella quale puntano l’indice contro la spregiudicatezza di alcuni imprenditori: “Dopo un anno di sacrifici e oltre 700 posti di lavoro già persi – si legge – siamo all’epilogo: il 31 gennaio è in scadenza il contratto di Wind Infostrada in cui sono impegnate 300 persone. Non avendo ricevuto ancora rassicurazioni sul rinnovo, appare nuovamente lo spettro della chiusura. Ancora aziende che con la complicità di molti, troppi imprenditori spregiudicati – hanno denunciato i dipendenti di InfoContact – sfruttano e poi scappano, le stesse che non hanno fatto una piega pur sapendo di mandare a casa il miglior call center d’Europa. Aziende sempre alla ricerca di altri incentivi dello Stato per incassare altri milioni di euro dalle tasche e sulle spalle degli italiani, dei lavoratori. Ora basta! Siamo stanchi ma ancor più siamo incazzati! Non resteremo inermi, non riusciranno a lasciare 1800 senzafuturo”. 

Nell’occhio del ciclone la Wind Infostrada che, stando a quanto trapelato, avrebbe rimesso al bando le proprie attività, lasciando fuori il call center calabrese recentemente commissariato. InfoContact, che attraversa un periodo di grande difficoltà, rischia così di perdere altre importanti commesse che potrebbero causare la chiusura della sede centrale di Lamezia e di quelle periferiche di Rende e di altri Comuni. E dire che, quando venne fondata nel 2006 dall’ex manager romano Alfonso Graziani, si guadagnò, nel giro di pochi anni, la fama  di “call center di eccellenza”, orientato a investire su giovani meritevoli, molti dei quali (1.200 su 2.600) vennero assunti a tempo indeterminato.

Giovani che adesso gridano a gran voce l’intervento delle istituzioni perché venga scongiurato il peggio. A raccogliere il loro appello molti politici locali, tra cui il vicepresidente del Consiglio provinciale di Catanzaro, Vittorio Paola, che ha annunciato la convocazione di un incontro ad hoc teso a sensibilizzare il ministero dello Sviluppo economico sulla situazione InfoContact e a ottenere l’apertura di un tavolo di crisi“Per  la città di Lamezia e per i Comuni del comprensorio – ha spiegato Paola – i call center rappresentano una delle maggiori fonti di occupazione, pur se precaria e mal pagata, e bisogna difenderli ad ogni costo. Sono convinto che c’è bisogno di un intervento del governo sia  per la situazione specifica, visto che si tratta di centinaia di lavoratori, ma ancor di più – ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio provinciale di Catanzaro – per evitare il comportamento predatorio e speculativo delle multinazionali del settore che incassano i benefici fiscali ed economici, a totale spese della comunità e sulle spalle dei lavoratori”.