Unimpresa: nessuna ripresa nel 2015 per il 62% delle pmi

Accesso al credito

 

Altamente sfiduciate: è questo il profilo emerso dall’ultimo sondaggio condotto dal centro studi di Unimpresa che, interpellando le 122 mila aziende associate, ha messo in evidenza come la maggior parte di esse confidino assai poco nella sbandierata ripresa del 2015.

Più precisamente: il 62% delle micro, piccole e medie imprese intervistate ha dichiarato che non ci sarà alcuna ripresa e che l’anno appena iniziato sarà segnato dalle solite vecchie difficoltà. Quali? Innanzitutto il problema con le banche, sempre meno disposte a concedere credito ai piccoli imprenditori nostrani. Quindi la pressione fiscale, con pagamenti continui che le imprese riescono a stento a onorare. Per non parlare dei ritardi dei pagamenti della Pubblica amministrazione e dei mancati incassi da parte dei clienti privati che, lasciando vuote le casse, impediscono agli imprenditori di pianificare investimenti a lungo termine che possano ridare slancio alle loro attività.

A far trapelare qualche spiraglio sono le esportazioni, favorite anche dall’attuale quotazione dell’euro (in forte ribasso rispetto al dollaro), ma i piccoli e medi imprenditori italiani non si fanno troppe illusioni perché a mettere le ganasce alla tanto agognata ripresa potrebbero essere le spese legate al consumo energetico (che pure, come si sa, risultano in calo), il costo del lavoro, la burocrazia e la solita pressione fiscale.

“Non siamo ancora usciti da una fase drammatica per la nostra economia, siamo ancora alle prese con una delle più forti recessioni della storia – ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – servono ben altre misure per mettere le famiglie e le imprese in condizione di guardare con fiducia al futuro. La legge di Stabilità per il 2015 non contiene l’auspicata cura shock – ha tagliato corto Longobardi – va messo sul tavolo un serio piano volto alla riduzione del carico fiscale e va riattivato il motore del credito bancario, agendo in maniera più incisiva su forme di garanzia pubblica”. “Credito e tasse – ha concluso il numero uno di Unimpresa – sono le due parole magiche che speriamo possano diventare la stella polare per il governo di Matteo Renzi”.