Cgia: dipendenti pubblici malati per un solo giorno. E’ boom a Palermo

Certificato medico

 

Alla Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) non va riconosciuto solo il merito di monitorare scrupolosamente gli andamenti economici e produttivi del nostro Paese, ma anche quello di indagare, con particolare efficacia, sui comportamenti dei lavoratori italiani.

Dopo l’indagine che ha denunciato la crescente tendenza dei dipendenti pubblici e privati ad ammalarsi di lunedì, il centro studi della Cgia ha reso noti, nei giorni scorsi, i risultati di un altro report condotto sui dati forniti dall’Osservatorio sulla certificazione di malattia dell’Inps. Cosa ne è venuto fuori? Che nel 2013, i dipendenti pubblici  che si sono ammalati per un solo giorno hanno raggiunto il 25,9% del totale (+5,9% rispetto all’anno precedente), mentre quelli privati si sono fermati all‘11,9% (-1% rispetto al 2012). Una stima importante, quella rilevata nel comparto del pubblico impiego, che ha spinto i più maliziosi a pensare che, in una discreta percentuale, si sia trattato più di “voglia di ponte” che di reale malattia.

Ma la Cgia è andata oltre scoprendo che a primeggiare, in questa insolita classifica, è la regione Sicilia. Con un vero e proprio boom che ha interessato i dipendenti pubblici di Palermo che, nel 2013, si sono ammalati per un solo giorno nel 42,6% dei casi. Dopo di loro, i colleghi di Agrigento, il 38,4% dei quali ha presentato un certificato medico per un solo giorno di malattia, seguiti dai dipendenti pubblici di Catania (35,6%) e da quelli di Trapani, Crotone e Napoli, appaiati al 34%.

A chiudere la classifica (che conferma la distanza tra i lavoratori del Sud e quelli del Nord), i dipendenti pubblici di Udine, che hanno fatto registrare un modesto 14,2%, quelli di Belluno, con il 12,8% e quelli di Bolzano, rimasti a casa per un giorno di malattia solo nel 10,5% dei casi.

Ma come avvenuto per i risultati della precedente indagine, anche questa volta è stato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, a scoraggiare una lettura maliziosa dello studio. I dati vanno letti con grande attenzione – ha detto – Sarebbe ingiusto e sbagliato strumentalizzare i risultati che emergono da questa ricerca. Al netto dei casi limite che, a quanto sembra, si concentrano soprattutto in alcune aree del Paese, le imprese e anche la Pubblica amministrazione possono contare sull’affidabilità di maestranze che sono considerate tra le migliori al mondo. Detto ciò – ha proseguito Bortolussi – è necessario colpire, con maggiore determinazione, i furbi, vale a dire coloro che, assentandosi ingiustificatamente, recano un danno all’azienda per cui lavorano e, nel caso dei dipendenti pubblici, anche alla collettività”.