Fca cambia verso: al via 1.500 assunzioni a Melfi

Sergio Marchionne

 

La notizia ufficializzata ieri dall’amministratore delegato della Fca (Fiat-Chrysler Automobiles), Sergio Marchionne, non ha lasciato indifferenti perché ha segnato un cambio di passo atteso ormai da troppo tempo. Il gruppo ha annunciato, infatti, l’assunzione di 1.500 nuovi lavoratori nello stabilimento di Melfi, con un investimento di oltre un miliardo di euro che dovrebbe ridare slancio alle produzioni in Italia.

Questi i dettagli: nei prossimi tre mesi, a Melfi, Fca si concentrerà sulla realizzazione di due modelli: Jeep Renagade e Fiat 500X  che hanno già riscosso un buon successo. Marchionne ha vaticinato la produzione di 1.100 auto al giorno, con ritmi sostenuti che richiederanno l’impiego di nuova forza lavoro. Da qui l’annuncio di 1.500 nuove assunzioni, a cui si aggiungeranno i 5.418 ex cassintegrati dello stabilimento lucano Sata e 350 dipendenti provenienti dagli stabilimenti di Cassino e di Pomigliano d’Arco.

“Nel 2015 venderemo 5 milioni di auto“, ha dichiarato Sergio Marchionne, che ha prefigurato grandi successi ovunque: Europa, Stati Uniti e Brasile cresceranno”, ha detto. E a chi gli ha chiesto se a incoraggiare il “cambio di passo” del gruppo sia stato il Jobs Act targato Matteo Renzi, l’italo-canadese ha risposto con un fermo no: “Fca – ha spiegato – avrebbe fatto nuove assunzioni nello stabilimento di Melfi anche senza il Jobs Act. Noi quelle mille persone le avremmo assunte lo stesso, abbiamo bisogno di gente che lavora”. Per quanto la stessa azienda abbia precisato che, se le cose andranno bene (come tutti sperano), allora non esiterà a convertire i contratti interinali con i quali verranno assunti i nuovi dipendenti di Melfi con quelli a tutele crescenti previsti dalla riforma del lavoro in fase di approvazione parlamentare.

Ma come hanno reagito i sindacati all’annuncio della Fca? “Non si può che salutare positivamente il nuovo atteggiamento dell’azienda che punta nuovamente sulle capacità produttive dei lavoratori italiani e sulla ripresa delle sue quote di mercato – ha scritto, in una nota, il segretario della Cgil, Susanna Camusso – Ci auguriamo che le previsioni siano rispettate e che, parallelamente, siano riassorbite le sacche d’inattività che ancora permangono in molti stabilimenti, in particolare per Mirafiori e Cassino, dando compiutezza e concretezza a un piano industriale di rilancio per la parte italiana del gruppo”.

Posizione condivisa dal leader della Fiom, Maurizio Landini (che non ha mai fatto mistero della sua idiosincrasia per le scelte manageriali di Sergio Marchionne) che, pur ammettendo la positività del fatto, ha però ricordato le cifre della crisi negli stabilimenti Fca in Italia dove il numero degli occupati è passato dalle 67.878 unità del 2008 alle 62.488 del 2013, con un saldo negativo di oltre 5.300 posti di lavoro.