Charlie Hebdo in edicola con il Fatto Quotidiano: le ragioni del direttore Padellaro

Charlie e Il Fatto

 

Una cosa è inconfutabile e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, che ha deciso di allegare all’edizione odierna del suo giornale l’ultimo numero di Charlie Hebdo, lo ha messo in evidenza con forza: “Il settimanale satirico francese che rischiava di chiudere i battenti, per mancanza di mezzi e di lettori, è diventato il giornale più popolare al mondo e quindi questo terrorismo, che qualcuno descrive così geniale e lucido, ha ottenuto esattamente l’effetto contrario”.

Un’osservazione che il giornalista ha messo a coda di un’analisi nella quale ha voluto spiegare ai lettori del Fatto (e non solo) le ragioni che lo hanno spinto a sostenere la chiacchierata iniziativa. “Abbiamo deciso di allegare Chiarlie Hebdo al nostro giornale – ha detto Padellaro – innanzitutto per dimostrare la nostra solidarietà alla redazione. Siamo tutti legati allo slogan ‘Je suis Charlie’, ma bisogna fare di più”. “La solidarietà significa anche raccolta di fondi per le famiglie delle persone uccise – ha aggiunto il giornalista – Noi speriamo che il giornale venda tanto così da poter distribuire gli aiuti tra le famiglie rimaste in condizioni difficili”.

“Un altro motivo che ci ha spinto a sostenere questa iniziativa – ha spiegato il direttore de Il Fatto – è la convinzione che la libertà di espressione non può essere mai compressa, anche quando non è condivisa”. “Sono vignette che, lo dico con chiarezza, non avrei mai pubblicato – ha ammesso Padellaro – ma la libertà va sempre garantita e mai e poi mai può essere conculcata con la violenza o con la morte”.

Quanto alle reazioni (a tratti isteriche) scaturite dagli attentati francesi, il direttore de Il Fatto Quotidiano ha invitato a  non cedere a facili “proclami di sventura”. “Ciò che è avvenuto a Parigi è gravissimo – ha messo in chiaro il giornalista – ma si deve soprattutto allo Stato francese che non ha saputo garantire la sicurezza della redazione del giornale più minacciato del Paese”. “Gli Stati democratici – ha rincarato Padellaro – hanno tutti gli strumenti per battere il terrorismo e per tutelare la sicurezza dei cittadini. Devono farlo, però, perché se non lo fanno, danno spazio a tutte quelle frange che, nei nostri Paesi, hanno interesse a dire che siamo in guerra  e che dobbiamo tutti quanti metterci l’elmetto”.