Confcommercio vede la ripresa lontana: Consumi avanti a passo di lumaca

Consumi

 

L’indicatore dei consumi Confcommercio (ICC) ha rilevato, nello scorso mese di novembre, un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e un calo dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Tanto quanto basta a far capire che, nonostante il timido cambio di passo, la situazione resta ancora critica.

Anche perché le famiglie e le imprese monitorate da Confcommercio non hanno tradito alcuna fiducia sulla ripresa dell’economia interna. Anzi: il dato che misura il “sentiment” (ovvero la percezione di ciò che potrebbe accadere) ha fatto registrare un ulteriore peggioramento a dicembre. E notizie non proprio rassicuranti arrivano anche dal fronte del lavoro, con il numero degli occupati che, nel mese di novembre, è diminuito di 48 mila unità rispetto al mese precedente. Mentre il numero di coloro che si sono messi alla ricerca di un lavoro è salito di 40 mila unità. Un “combinato” insidioso, che ha portato il tasso di disoccupazione al 13,4% spegnendo le speranze di molti connazionali che, nella prima parte dell’anno, si erano detti, invece, fiduciosi sulla possibilità di trovare un impiego.

Il quadro, tutt’altro che roseo, è stato commentato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli“Con l’attuale condizione di fiducia delle famiglie e del mercato del lavoro – ha detto – è probabile che il 2015 non sarà l’anno di una ripresa robusta. In questo quadro ancora incerto e fragile, i consumi, dopo aver toccato il fondo, da qualche mese hanno smesso di scendere e mostrano dei timidi e lenti segnali di risveglio. Il dato di novembre dell’ICC non autorizza facili ottimismi sul futuro della nostra economia, ma in qualche misura evidenzia un’inversione di tendenza che – ha sottolineato Sangalli – va supportata con politiche di sostegno alla domanda interna. Sostenere la crescita, con meno spesa pubblica improduttiva e meno tasse – ha concluso – è l’unica medicina per far ripartire il Paese”.