Natuzzi: esuberi scongiurati, al via contratti di solidarietà

Natuzzi

 

La Natuzzi, nota azienda pugliese specializzata nella realizzazione di divani, non attraversa un periodo felice. Da qui la necessità di correre ai ripari proponendo un piano industriale che, da qualche mese, è diventato oggetto di trattative tra i vertici dell’azienda e i sindacati. L’accordo sarebbe stato raggiunto ieri, a conclusione di un incontro che si è svolto presso la sede romana di Confindustria.

In estrema sintesi: i 1.380 esuberi prospettati dall’azienda, qualche tempo fa, sarebbero stati scongiurati, spianando la strada ai contratti di solidarietà. Cosa sono? Degli accordi, stipulati tra l’azienda e i sindacati appunto, che prevedono la riduzione dell’orario di lavoro per evitare la contrazione del personale. In pratica: si lavora (e si guadagna) di meno, ma si lavora tutti.

A fornire le cifre precise sono state le organizzazioni sindacali: Da 900 dipendenti (su un totale di 1.909) previsti dal piano industriale – si legge nella nota diffusa a conclusione dell’incontro – si è giunti a un numero di 1.500 lavoratori in solidarietà, di cui 1.400 da subito e altri 100 con gradualità entro il 2017, recuperando così 600 lavoratori dalla Cigs”. “Altri 100 lavoratori – prosegue la nota dei sindacati – saranno collocati in nuove società create sul territorio entro il 2015″.

Tutto risolto dunque? Non proprio perché dagli accordi raggiunti ieri dalle due parti sono rimasti fuori altri 309 lavoratori, per i quali non è stata individuata alcuna soluzione. Se non quella di concedere la Cassa integrazione a zero ore o la possibilità di accedere alla mobilità volontaria con incentivi.

L’incontro di ieri a Roma ha, comunque, segnato un importante passo avanti nelle trattative, anche perché la Natuzzi si è impegnata a investire 5 milioni di euro entro il mese di maggio per potenziare le linee produttive. Sulle quali, stando a quanto stabilito dall’accordo di ieri, vigileranno le organizzazioni sindacali e le Rsu, oltre che una commissione nazionale che verrà costituita ad hoc per monitorare le strategie del gruppo.

A salutare positivamente il risultato centrato ieri è stata anche l’azienda: Si tratta di un risultato – si legge nella nota vergata dalla Natuzzi – che permette di dare continuità e di rafforzare il percorso industriale già avviato, volto al recupero della competitività delle produzioni italiane del gruppo e di ridurre gli esuberi strutturali che passano da 1.506 (definiti a ottobre 2013) a 534 dipendenti”.