Bankitalia: Ripresa modesta, nel 2015 l’Italia crescerà dello 0,4%

Banca d'Italia

 

Se gli Stati Uniti d’America hanno ingranato la marcia giusta per la ripresa economica, così non è stato per molte altre porzioni del mondo come l’Europa, il Giappone, la Russia ma anche la Cina. E’ questa la considerazione iniziale che Bankitalia ha messo in evidenza nel suo primo Bollettino economico del 2015; un documento ricco di condizionali che prefigura, comunque, andamenti non troppo soddisfacenti per il Vecchio Continente e per l’Italia in particolare.

Partiamo dai consumi: se è vero che, negli ultimi trimestri, per effetto del bonus di 80 euro, essi sono ripartiti in maniera contenuta, è altrettanto vero che il loro contributo alla crescita dell’economia nazionale è stato frenato dal calo degli investimenti, dall’incertezza della domanda interna e dalle forti difficoltà riscontrate nel settore dell’edilizia. Tanto che, a conti fatti, secondo il Bollettino di Bankitalia, nel quarto trimestre del 2014, il prodotto interno lordo sarebbe marginalmente sceso.

Quanto alle imprese: le loro aspettative continuano a essere negative. Anche se, è doveroso sottolinearlo, le condizioni di offerta di credito (in pratica la disponibilità delle banche a concedere loro un prestito) sono recentemente migliorate. Ma non per tutti. Stando a quanto riportato nel Bollettino della Banca d’Italia, infatti, i tassi di interesse continuano a essere stringenti per le imprese più piccole e, in generale, si mantengono in Italia su livelli nettamente superiori a quelli registrati negli altri Paesi dell’area euro (mediamente 30 punti base in più).

Fattori, questi, che hanno spinto i tecnici di Palazzo Koch a frenare le aspettative dei connazionali più ottimisti, vaticinando per il 2015 una crescita modesta dello 0,4% e per il 2016 un miglioramento che dovrebbe attestarsi all’1,2%. Pur sottolineando che si tratta di stime approssimative, suscettibili di cambiamenti legati agli andamenti dei vari fattori economici e produttivi interni, sui quali non è possibile pronunciarsi sin d’ora con fermezza.

Per ridare slancio all’economia italiana, secondo Bankitalia, sarà comunque necessario ritornare a investire. Ma non solo: per far ripartire i consumi e rimettere in moto la “macchina inceppata”, occorrerebbe anche un’importante riduzione del cuneo fiscale. Anche perché, è la conclusione del Bollettino di Bankitalia, molti fattori potrebbero ostacolare la ripresa del nostro e di altri Paesi europei. Quali? Il riacutizzarsi delle tensioni sui mercati finanziari internazionali, per esempio, che potrebbe scaturire dalla situazione politica in Grecia (dove a breve si tornerà a votare) e dalla crisi in Russia.