Atene versus Londra: la Grecia reclama i fregi del Partenone tenuti in ostaggio al British Museum

Il Partenone di AteneAtene – Ieri 19 Gennaio 2015, di fronte al Museo dell’Acropoli di Atene, centinaia di persone, unitamente ai rappresentanti di tutte le forze politiche della Grecia, si sono riunite in una veglia notturna per inscenare l’ennesima protesta contro il Governo britannico.

La contestazione concerne la rivendicazione, da parte delle autorità greche, dei fregi del Partenone, sottratti agli inizi dell’800 dal diplomatico inglese Lord Elgin e trasferiti al British Museum di Londra nel 1816.

La Grecia chiede con forza alla Gran Bretagna di riavere indietro le statue in marmo facenti parte della facciata dell’imponente tempio dedicato alla dea Atena, che si erge sull’Acropoli di Atene.

La disputa, arrivata anche in tribunale, è patrocinata dall’avvocatessa libanese Amal Alamuddin, oggi moglie dell’attore George Clooney. Lo stesso Clooney, non molto tempo fa, aveva preso le difese della Grecia, provocando l’irritazione del sindaco di Londra, durante la presentazione del film “Monuments Man”, che narra le imprese di un gruppo di uomini incaricati di preservare le opere d’arte dalle razzie dei nazisti.

La battaglia si è esacerbata lo scorso Dicembre quando, in occasione di una mostra per celebrare i 250 anni dell’Hermitage di San Pietroburgo, sono stati esposti alcuni pezzi concessi in prestito al museo russo dal British Museum.

È dal 1980 che la Grecia chiede che gli imponenti marmi tornino in patria, perché il Partenone è il monumento simbolo dell’Acropoli di Atene e dell’intera Grecia, oltre che essere uno dei templi più belli di tutta l’umanità.

Noi confidiamo nel loro, a nostro parere, ragionevolissimo e legittimo ritorno ai patrii lari.