Istat: a novembre import ed export in calo

Import ed export

 

L’ultimo rilevamento reso noto dall’Istat ha certificato che, nello scorso mese di novembre, l’Italia ha allentato i suoi rapporti commerciali con l’estero. Più precisamente, le esportazioni, rispetto al mese precedente, sono diminuite dell’1,1% mentre le importazioni hanno fatto registrare una flessione meno marcata attestatasi allo 0,1%.

Le cause? Secondo l’istituto di statistica nazionale, il calo congiunturale dell’export è stato determinato dalla diminuzione delle vendite che ha interessato sia i mercati extra Ue (-1,7%) sia quelli dell’area Ue (-0,6%). In pratica, a novembre, fatta eccezione per i beni di consumi durevoli, che hanno fatto registrare un aumento delle vendite pari al 3,1%, il Bel Paese ha venduto all’estero meno di quanto avesse fatto nel precedente mese di ottobre.

Quanto alle importazioni, la flessione certificata dall’Istat va riferita al calo degli acquisti dall’area Ue (-1,6%) e all’aumento di quelli dall’area extra Ue (+1,9%), con particolare riferimento ai prodotti energetici, le cui importazioni sono calate, a novembre, dell’1,6% e ai prodotti intermedi (-0,8% rispetto al mese precedente).

Se si mettono, però, a confronto i dati rilevati dall’Istat nel penultimo mese del 2014 con quelli registrati un anno prima, i valori risultano meno preoccupanti: rispetto a novembre del 2013, infatti, le esportazioni sono cresciute dell’1,7% (soprattutto per effetto delle vendite nei Paesi europei), mentre le importazioni sono rimaste stazionarie.

E quali sono stati i Paesi con i quali l’Italia ha intrecciato i migliori rapporti commerciali? Al primo posto troviamo il Belgio, con una crescita dell‘export del 22,6% su base annua. A seguire la Polonia (+22%), l’Asean-Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (+19,7%) e gli Stati Uniti (+14,9%).  A loro (e ad altri Paesi) abbiamo soprattutto venduto mezzi di trasporto (+18,8%) e autoveicoli (+13,2%).

Di contro, abbiamo importato di più dalla Svizzera (+21,2% rispetto all’anno precedente) e dalla Cina (+20,5%), concentrandoci anche qui sui mezzi di trasporto (+21,5%) e sui prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+15,1%).